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Morandini: “Auspico che il Mpv aderisca al Comitato Difendiamo i Nostri Figli”

Il vice-presidente vicario del Mpv ha sottolineato che il ruolo del suo movimento è “di stare in prima linea”. E avverte: “C’è bisogno di politici disposti a perdere la carriera per difendere i valori”

Sabato 20 febbraio Federvita Lombardia, la federazione di Centri e Movimenti per la Vita della regione, si è trovata a Milano, nella sua sede, per la prima assemblea del 2016. Il direttivo Federvita Lombardia, rinnovato nello scorso marzo 2015, ha confermato la presidenza di Paolo Picco, al suo terzo mandato.

Oltre a bilanci e adempimenti, il Direttivo di Federvita ha organizzato una conferenza dal titolo “Nuove sfide culturali nell’età del di-storti. Unioni civili e matrimonio tra diritti  e desideri “. Il relatore, Pino Morandini, vice presidente vicario del Mpv italiano, già magistrato e già consigliere della provincia di Trento, ha appassionato i partecipanti.

Nella sua breve relazione, Picco ha ricordato i recenti Family Day, che la Federazione ha sostenuto concretamente . “Fa parte delle nostre responsabilità di MpV partecipare a queste cose”, ha detto. Il modello di famiglia proposto dal ddl Cirinnà “fa rizzare i capelli”, comporta una ulteriore deresponsabilizzazione e una “ulteriore depauperizzazione istituzionale del matrimonio a detrimento della famiglia”, la riflessione di Picco. Parlando delle varie attività, Picco ha ricordato che è tornato da qualche mese l’Informavita, a cura di Erika Palazzi Vitale, membro del direttivo regionale e già presidente di Progetto Gemma. Si tratta di una newsletter con varie notizie pro-vita locali, regionali e nazionali.

A conclusione dell’Assemblea, Morandini, che ha fatto la storia del MpV, ha dato un duplice profilo alla sua riflessione: realismo e speranza. Di fronte a quanto sta accadendo in Parlamento con il ddl Cirinnà, “la causa della vita si carica di un impegno ulteriore”, afferma Morandini, che ricorda come “lo statuto del MpV dica che si deve essere sempre attenti ai movimenti legislativi che vanno contro gli intenti del MpV”.

Morandini ha avvertito con passione che “la storia umana in ogni epoca ha conosciuto momenti in cui la menzogna è stata venduta come verità. Per ripristinare la verità ci sono voluti anni, lacrime e sangue. Ogni volta che la dignità dell’uomo viene messa in secondo piano, ne esce sconfitta”. Le pretese di utero in affitto, fecondazione eterologa, matrimonio o unione omosessuale si basano su una “seducente parola che sta sulla bocca di tutti: diritto”, che secondo Morandini è “estremamente malintesa”.

“Si pretende che lo Stato trasformi in diritto ogni pretesa. Dentro questa prospettiva il processo è graduale: desiderio, bisogno, diritto” continua Morandini

E se il “Desiderio di un figlio è naturale” , è invece discutibile “che se ne abbia bisogno” ed “è totalmente discutibile che se ne abbia diritto”, afferma Morandini. “Il figlio ha diritto! – ricorda il vicepresidente – Questa che era la base dei diritti umani, cioè che il figlio ha diritto ad avere un padre ed una madre, è totalmente capovolta”.

Oggi persino l’argine del “principio di aderenza al reale viene fatto cadere; il dato concreto, la realtà sono ininfluenti” continua Morandini. “Questo sconvolge le fondamenta stessa dell’umanità”, ha spiegato l’ex magistrato.

“Il popolo del Family Day di gennaio e di giugno ha mostrato un popolo che esiste” per difendere l’uomo e la donna, per difendere il figlio. La questione sociale oggi è, secondo Morandini, una questione antropologica: chi è l’uomo, qual è la sua natura, qual è la sua dimensione sessuale. “La Famiglia è messa in discussione e viene considerata oggi come origine di molti mali anziché come risorsa” dice Morandini . Il fatto che la famiglia “sia una risorsa lo dice il reale”, continua Morandini.

Morandini fa presente che “siamo in un paese che non ha fatto politiche familiari, a parte qualche eccezione, ma nonostante ciò la famiglia tiene”, previene i disagi ed è un”aiuto alla politica, alla società, alle istituzioni”. Morandini definisce la Famiglia come “presidio di una umanità migliore”.

In questo contesto, Morandini ricorda come venga attaccata anche l’identità sessuale delle persone, trasformando la sessualità in “bene di consumo” e quindi “viene banalizzata”. Secondo la cultura dominante che non vuole la famiglia naturale, il figlio, il soggetto più a rischio, va lasciato in disparte insieme alla madre, altra persona debole. Per questo step child adoption, utero in affitto, procreazione medicalmente assistita, commercio di ovuli, commercio di donne, bambini e loro organi, sono pensati per soddisfare il desiderio del più forte.

 

“Il ruolo del MpV di fronte a tutto questo è di stare in prima linea come sempre ha fatto” afferma Morandini, che chiede che il “MpV accetti di essere nel Comitato Difendiamo i Nostri Figli”. Secondo Morandini, “non possiamo non aderirvi, perché  i più deboli sono i figli, noi siamo dalla parte dei più deboli”. E sulla stessa linea è l’assemblea di Federvita Lombardia, che auspica senza indugio una adesione del MpV al Comitato.

Morandini ha fatto poi una breve riflessione sul senso del diritto che sta subendo “una involuzione”. “Ci possono essere leggi che decidono di sopprimere l’uomo soprattutto quello debole, ma non sono diritto”, chiarisce il giurista. “Il diritto deve essere portato alla sua bellezza originaria, al suo significato” auspica l’ex magistrato. “Se il diritto non adempie a questa sua fondamentale funzione antropologica di pensare alle generazioni futuro ha perso il suo compito” tuona Morandini.

Non è possibile – aggiunge – “basare una legislazione che riguarda l’uomo, nei suoi aspetti più esistenziali, più intimi, su una maggioranza, perché questa si costruisce su fondamenti pre-giuridici  e metagiuridici, fondamenti laici che se vengono toccati, scuotono lo Stato. Per questo si parla di valori non negoziabili”. Secondo Morandini “c’è bisogno di politici che siano disposti a perder la carriera per difendere i valori! Qui giochiamo sulle prossime generazioni”.

Morandini accende infine un lume di speranza. “Il moto della storia va comunque verso il positivo: la schiavitù, il razzismo, la discriminazione tra bianchi e neri, i regimi… sono stati sconfitti”. Questo “non per un fatalismo, ma grazie all’impegno anche del popolo per la vita”. Del resto “il futuro o sarà relazionale o non sarà futuro”, afferma Pino Morandini. L’invito di Morandini ai pro-vita lombardi, e a tutto il popolo della vita, è di essere “resistenza buona, che rispetti tutti e che difenda i più deboli”. Per loro, Morandini conclude citando Giovanni Paolo II: “Ci alzeremo in piedi”.

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