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Mons. Semeraro: “Benediciamo Papa Francesco, perché continui ad essere benedizione per noi”

Per i quattro anni di pontificato di Francesco, gli auguri del vescovo di Albano e segretario del C9 (Consiglio di cardinali)

“La benedizione invocata dal Signore per il Papa è l’augurio nostro in questo giorno. Lo benediciamo, perché continui a essere benedizione per noi”. Con queste parole monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano e segretario del C9 (Consiglio di cardinali), esprime – in una nota all’AgenSir – il proprio augurio a Papa Francesco per il quarto anniversario dell’elezione al soglio pontificio.

“Ti benedirò e possa tu essere una benedizione! Queste parole – scrive il vescovo -, rivolte da Dio ad Abramo mentre lo spinge a lasciare il suo paese, la sua patria e la sua casa (cfr Gen 12,2) mi risuonano nella memoria quando ripenso, con animo ogni volta sorpreso, al gesto e alle parole di Francesco la prima volta che uscì sulla loggia centrale di San Pietro la sera del 13 marzo 2013. ‘Vi chiedo un favore – disse -: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica’. Non era mai avvenuto”.

Ti benedirò e possa tu essere una benedizione: Tornando su questo tema, il vescovo scrive che “la bidirezionalità di quella benedizione funziona da quattro anni. La benedizione del Papa sulla Chiesa e ne sentiamo i benefici effetti: la Chiesa cammina, come è giusto che la Chiesa cammini. ‘Fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio’, come ricorda il Concilio echeggiando Agostino, traendo dalla virtù del Signore risuscitato ‘la forza per vincere con pazienza e amore le afflizioni e le difficoltà, che le vengono sia dal di dentro che dal di fuori, e per svelare in mezzo al mondo, con fedeltà, anche se non perfettamente, il mistero di lui, fino a che alla fine dei tempi esso sarà manifestato nella pienezza della luce’ (Lumen gentiumn. 8). Oggi, come ieri e sempre!”.

E c’è anche “la benedizione della Chiesa per Francesco”, aggiunge Semeraro, “da lui semplicemente sollecitata con quel: ‘Per favore non dimenticatevi di pregare per me’ che tanto spesso conclude i suoi discorsi. Questa benedizione è anche l’augurio nostro in questo giorno”.

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