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Flickr - CCEW - Mazur, CC BY-NC-SA 2.0

Mons. Polak: “La visita di Francesco un grande dono”

Il Primate di Polonia trae un bilancio della Gmg di Cracovia, “segno visibile che rimarrà nel cuore dei polacchi”

A conclusione della Gmg di Cracovia, c’è soddisfazione tra i vescovi polacchi, come traspare dalle parole dell’arcivescovo metropolita di Gniezno, monsignor Wojcieh Polak.

“Penso che tutti i polacchi – anche noi – abbiamo sentito un’apertura grande verso il nostro popolo, e anche una grande stima che Papa Francesco ci ha mostrato, dando anche un bellissimo insegnamento, molto profondo, molto spirituale”, ha commentato il Primate di Polonia ai microfoni della Radio Vaticana.

Il Santo Padre, ha proseguito Polak, “ha delineato un po’ le linee guida per il nostro popolo e anche per la Chiesa in Polonia”, in particolare “chiedendoci di essere chiari con la nostra identità cristiana, con la vicinanza di Cristo e anche con la vicinanza con gli altri”.

Il primate polacco cita poi l’omelia a Jasna Gora, in cui il Pontefice “ha dato un bellissimo sguardo dicendo che le cose più importanti sono quelle più piccole, quelle che sono molto vicine alla nostra vita, e quelle che sono concrete, cioè non astratte, non ideologiche, ma propriamente “di vita”.

Apprezzata da mons. Polak anche l’omelia al santuario di San Giovanni Paolo II, dove il Papa ha espresso ai sacerdoti, ai seminaristi e alle persone consacrate, le “linee guida della nostra vita”, raccomandando di “tener presente fortemente la nostra consacrazione a Cristo e alla Chiesa”.

L’arcivescovo di Gniezno ha quindi rievocato il ruolo dei papi nella storia recente della Polonia: già il beato Paolo VI, invitato dai vescovi, aveva accettato di recarsi in visita pastorale ma il regime comunista glielo impedì e i fedeli sulla sua “sedia vuota”, vennero a depositare “un mazzo di fiori”; con il loro conterraneo Giovanni Paolo II, i polacchi si sono “avvicinati non solo alla persona del Papa, ma soprattutto al Vicario di Cristo in terra”; così, ancor di più dopo le visite di Benedetto XVI e Francesco, per i polacchi è divenuto “molto importante […] accogliere con cuore aperto ogni Successore di Pietro”.

Con riferimento particolare alla visita che sta per concludersi, il primate di Polonia ha accolto come “un grande dono” e “una grande grazia”, la venuta di Bergoglio che ha dato così un “segno visibile che rimarrà nel cuore dei polacchi”.

“E speriamo per la nostra Chiesa, per il nostro popolo che anche noi possiamo essere questi segni visibili, sia perso gli altri credenti ma anche verso il mondo: questo sarà anche il nostro compito qui, su questa Terra, di dare segni di speranza, di vicinanza, del sentimento di Dio alla gente”, ha poi concluso Polak.

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