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Mons. Nunzio Galantino - ZENIT FC

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Mons. Galantino: “La Chiesa in Italia è un presidio sociale”

Il segretario della Cei trae un bilancio del Consiglio appena concluso: maggiore trasparenza dei fondi, accoglienza dei migranti, formazione del clero. Si chiede poi attenzione alla famiglia e un dibattito sulle trivelle

Trasparenza in ambito economico, immigrazione e formazione del clero. Ma anche questione ambientale, con particolare attenzione al referendum sulle trivelle, e crisi della famiglia. Questi i temi affrontati dal Consiglio permanente dei vescovi italiani, svoltosi a Genova dal 14 al 16 marzo, e presentati oggi alla stampa da mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana.

Galantino ha voluto in primo luogo sottolineare l’impegno profuso dalla Chiesa riguardo il rendiconto finanziario dell’otto per mille. “A parte le notizie false che circolano – ha fatto osservare – i bilanci della Chiesa si trovano sul sito della Cei”. Sulla stessa piattaforma virtuale – e questa è la novità scaturita dall’ultimo Consiglio permanente – d’ora in poi sarà possibile consultare anche i bilanci di ogni singola diocesi, finora pubblicati soltanto sui bollettini diocesani.

Il rigore in questo campo verrà rafforzato soprattutto per neutralizzare le truffe. A tal proposito, ha annunciato Galantino, la Cei richiederà ai beneficiari dei fondi dell’otto per mille di stilare e consegnare il bilancio preventivo e consuntivo, “a comprova di solidità etica ed economica”. Il presule ha manifestato del resto la sua diffidenza nei confronti di quanti “promuovono iniziative solo perché ci sono i finanziamenti”.

Iniziative derivanti dall’otto per mille che ad oggi sono numerose. Galantino ha reso pubblici i numeri: “Ci sono 909 cantieri per l’importo di circa 280milioni”, che danno lavoro a tante persone e che riguardano principalmente opere per edilizia di culto. Oltre a “748 progetti per quasi 94milioni” inerenti la formazione umana in tutto il pianeta. Un modo – ha commentato Galantino – per aiutare i popoli in difficoltà a casa loro.

Per evitare, dunque, che l’enorme afflusso di migranti prosegua come uno stillicidio perpetuo. In attesa che la situazione cambi, intanto c’è da gestire l’accoglienza dei rifugiati. Galantino rivendica anche in questo campo l’impegno della Chiesa. Ha spiegato che oltre 20mila migranti sono attualmente accolti nelle parrocchie italiane, cifra che arriva a quasi 45mila se si considera anche il contributo offerto dalle varie realtà legate alle diocesi.

Da parte dei vescovi italiani è giunto l’ennesimo appello alle istituzioni europee affinché ci sia una maggiore responsabilità in questo settore. Galantino ha stigmatizzato “la selezione per nazione” nell’accoglienza dei profughi, definendola “una sorta di egoismo”. I vescovi sono tornati a chiedere attenzione anche ai minori non accompagnati che sbarcano sulle coste d’Europa.

Un dato che il segretario ha voluto sottolineare è che esiste, almeno in Italia, una “forbice enorme tra la percezione della presenza di immigrati e la realtà”. Galantino ha quindi invocato una corretta informazione su questo argomento al fine di consegnare all’opinione pubblica un quadro più aderente all’effettiva incidenza degli immigrati (che sono circa l’8,3% della popolazione in Italia).

Altro tema precipuo affrontato durante il Consiglio permanente appena concluso, è quella della formazione del clero. Argomento che sarà all’ordine del giorno della prossima Assemblea plenaria dell’episcopato italiano, a maggio. Galantino ha spiegato che bisogna prendere atto “di alcuni cambiamenti culturali” avvenuti negli anni, che dunque richiedono “nuove necessità” e un continuo aggiornamento da parte dei sacerdoti.

Il segretario della Cei ha voluto spezzare una lancia in loro favore, sostenendo che la grande maggioranza dei preti italiani “sta al chiodo” e si impegna dando un grande contributo “in luoghi dove lo Stato è assente”. Il suo riferimento è a quelle periferie italiane in cui, in assenza magari di ospedali, di tribunale, di scuole, “rimane la parrocchia” a fare da presidio sociale. “Un supplemento di paternità e vicinanza” a questi 30mila preti diocesani e 18mila religiosi presenti nel Paese, è ciò che i vescovi si impegnano a offrire.

Vescovi che sono inoltre chiamati a vigilare sulle vocazioni. “È importante – ha detto Galantino sulla scia di quanto più volte indicato da Papa Francesco – fare una selezione di coloro che chiedono di diventare preti”, perché “non basta la volontà personale”, ma serve anche “la capacità di trarre i motivi della propria missione dall’incontro con il Signore” e con il prossimo.

Il nome del Santo Padre, con riferimento alla sua Enciclica Laudato Si’, è stato evocato a proposito del tema delle trivelle. Il 17 aprile gli italiani saranno chiamati a esprimersi in un referendum sulla possibilità di interrompere la coltivazione di petrolio e gas in mare fino all’esaurimento del giacimento. “Non c’è un sì o un no da parte dei vescovi al referendum”, ha detto Galantino. Il quale ha invitato “a creare spazi d’incontro, di confronto” sul tema, in quanto attualmente “manca un sufficiente coinvolgimento delle persone”.

C’è poi un altro invito, non nuovo, che i vescovi italiani rivolgono al Governo italiano, “perché nell’agenda politica vengano presi in considerazione tutti gli strumenti necessari per permettere alla famiglia fatta di padre, madre e figli, di rispondere a quello che è il compito che sta avendo oggi”. Dal confronto con la gente, infatti, emerge chiaramente che tante famiglie “non se la passano bene”. Urge dunque intervenire, anche perché “la famiglia è oggi il primo ammortizzatore sociale”.

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