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Foto: CEI - YouTube

Mons. Galantino in Giordania tra i profughi e i rifugiati

Si conclude domani la visita del segretario CEI che ha voluto portare la vicinanza della Chiesa italiana ai profughi. Ieri la visita nei centri accoglienza di Zaatari

Si conclude domani, 15 ottobre, la visita in Giordania del segretario generale della CEI, mons. Nunzio Galantino, iniziata cinque giorni fa per visitare i campi profughi e le strutture di accoglienza dei rifugiati situate a Zaatari. Il viaggio, come ha spiegato il presule a RomaSette, settimanale della Diocesi di Roma, è “finalizzato essenzialmente a ribadire la vicinanza della Chiesa italiana a quanti fuggono dalla violenza della guerra e della persecuzione”. A fianco alla Chiesa locale, e in particolare alla Caritas, il segretario CEI ha portato i segni tangibili di questa vicinanza, «fatta di preghiera e di gesti solidali».

Grazie ai fondi dell’8×1000, ha riferito Galantino, “come Chiesa italiana abbiamo assicurato a 1.400 ragazzi profughi la possibilità di frequentare la scuola in questa terra martoriata . Senza istruzione, senza formazione, non ci sarà futuro anche quando si creassero le condizioni perché questa gente possa rientrare in Siria o nella pianura di Ninive”.

Ieri, mercoledì 12 ottobre, si è svolta la tappa al campo profughi di Zaatari, a 10 km dal confine siriano, allestito sotto la bandiera delle Nazioni Unite nel 2012, che accoglie oltre 80mila rifugiati siriani. “Sono impressionato non soltanto per le dimensioni di questo camo ma anche perché parlando con gli operatori che lo gestiscono si coglie che non c’è alcuna prospettiva a breve di smantellarlo, quasi un’ammissione di quanto lunga ancora sarà la crisi che l’ha generato”, ha commentato Galantino. “Quello che resta, in chiunque non intenda chiudere gli occhi – ha aggiunto – è l’immane tragedia che segna questa gente”.

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