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Mons. Arborelius, 1° novembre 2016 / © CTV - OSSERVATORE ROMANO

Mons. Arborelius: “Grazie per averci ricordato di dover lavorare per l’unità”

Il vescovo di Stoccolma saluta il Pontefice al termine della Messa con la comunità cattolica nello Swedbank Stadium di Malmö

“Con tutto il cuore, rendiamo grazie a Dio per la presenza tra noi del Santo Pardre. Questi giorni sono stati giorni di allegria nella fede, di rinnovamento nella carità e di rigenerazione nella speranza. Grazie a Lei, amato Santo Padre, ora siamo tutti più giovani, più allegri, più pieni di Spirito Santo”.

Con queste parole mons. Anders Arborelius, O.C.D., vescovo di Stoccolma, l’unica diocesi cattolica della Svezia, ha salutato Papa Francesco a conclusione della Messa con la comunità dei cattolici nello Swedbank Stadium di Malmö. La celebrazione è stata l’atto conclusivo del viaggio del Pontefice nel Paese scandinavo, in occasione della commemorazione ecumenica tra cattolici e luterani per i 500 anni della Riforma.

“Per noi, cattolici ‘di periferia’, è stato un regalo e una sorpresa sapere che il Papa è voluto venire fin qui”, ha detto Arborelius, ringraziando ancora il Papa “per averci mostrato il suo amore paterno, per averci guardato con i suoi occhi colmi di affetto e per il suo sorriso”.

“Con la sua umiltà e semplicità – ha aggiunto – ci ha dato appoggio e ispirazione per vivere più intensamente come discepoli di Gesù e trasmettere agli altri il suo amore. Grazie per aver parlato a tutti i cristiani e per averci ricordato del nostro dovere di pregare e lavorare insieme con un maggiore desiderio per la perfezione dell’unità. Grazie per aver mostrato a tutti nella nostra terra che Dio è così vicino a noi, specialmente tra i poveri, i rifugiati e i senza tetto”.

In tal modo, ha concluso il presule, “ci ha aiutato a riscoprire la misericordia e la potenza del Vangelo di Gesù nel nostro mondo di oggi, che spesso ha perso la fede in Lui. Vogliamo continuare a lavorare per il regno di Dio con Lei, sempre uniti nell’amore di Gesù, come suo Vicario e Successore di Pietro”.

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