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Photo Courtesy of Diocese of Ulaanbaatar

Mongolia: ordinato il primo sacerdote nella storia del paese

Padre Joseph Enkeeh-Baatar guiderà una comunità cattolica di appena 21 fedeli. La gioia del vescovo ordinante: “Il Signore ha realizzato quello che sembrava impossibile”

Ieri è stata una giornata storica per la Chiesa in Asia. È stato infatti ordinato presbitero Joseph Enkeeh-Baatar, primo sacerdote della Mongolia. La cerimonia è avvenuta nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo ad Ulaanbatar. Il giovane sacerdote, che ieri stesso, nella medesima cattedrale, ha celebrato la sua prima messa, svolgerà il suo ministero nella piccola comunità cattolica di Arvaiheer, composta da appena ventuno fedeli.

“Ringrazio il Signore che mi ha chiamato a servirlo attraverso il sacerdozio – ha dichiarato padre Joseph, in occasione della sua ordinazione -. Sono anche grato a tutte le persone che mi hanno aiutato a rispondere a questa chiamata. Spero che ci siano presto altre vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata tra i giovani della Mongolia”.

L’ordinazione è stata presieduta da monsignor Wenceslao Padilla, prefetto apostolico nel paese asiatico, che ha seguito la formazione seminariale di Enkeeh-Baatar. “Avere un primo giovane mongolo ordinato al sacerdozio è per la Chiesa locale come un parto: è una giovane madre che dà alla luce il primo figlio – ha dichiarato il presule a Fides -. Preghiamo e confidiamo che padre Joseph Enkh sia fedele alla sua vocazione, prenda la sua croce giorno dopo giorno e segua sempre Cristo, in ogni circostanza della sua vita”.

Nella sua omelia, monsignor Padilla ha affermato che, con questa ordinazione, “il Signore ha reso possibile ciò che sembrava essere impossibile”, pertanto, ha aggiunto rivolto ai fedeli, è opportuno “continuare a confidare in Dio”.

Hanno omaggiato il novello sacerdote oltre 1500 persone, tra cui numerose autorità vili e anche l’abate Dambajav, del monastero buddista di Dashi Choi Lin che ha rivolto gli auguri a padre Joseph, dichiarando che “i buddisti hanno buoni rapporti con i cattolici. Impariamo da loro, e loro imparano da noi. Siamo felici che uno di noi mongoli sia diventato un prete in questa chiesa”.

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