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Cardinal Angelo Scola

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Migranti. Scola: “Superare paura legittima con accoglienza diffusa”

A margine della Messa in Duomo per la Natività di Maria, l’arcivescovo di Milano commenta le resistenze di alcuni sindaci: “Questi ostacoli sono è un peccato”. Poi rivela: “Il Papa a Milano? Penso che verrà in primavera”

“Nei confronti degli immigrati bisogna aiutare la gente a superare una legittima paura mettendo in atto esperienze virtuose come si sta facendo in Diocesi con il piano di accoglienza diffusa che ha avuto già un’ottima risposta e come ha fatto ad esempio la parrocchia di Bruzzano dove 100 profughi sono stati accolti per due mesi da 150 volontari, molti dei quali hanno rinunciato alle ferie, esprimendo in particolare verso le donne i bambini rifugiati una delicatezza e sensibilità encomiabili”.

Sono le parole del cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, ai cronisti incontrati ieri mattina, a margine della Messa per la festa della Natività di Maria in Duomo che ha visto l’inaugurazione dell’Anno pastorale.

A chi domandava della resistenza che molti sindaci fanno alle iniziative di accoglienza dei profughi, specie i leghisti che hanno disertato l’incontro con il presidente Sergio Mattarella, il cardinale ha detto che “questi ostacoli sono è un peccato, comunque non bisogna enfatizzare: ci pensa la gente a superare queste situazioni. Quando la politica si mette di traverso bisogna insistere nei progetti di accoglienza nel rispetto delle regole della democrazia e della buona educazione”.

Con i giornalisti, l’arcivescovo ha anche riassunto i prossimi impegni in diocesi. Ha ribadito che il 7 novembre al compimento del suo 75esimo compleanno, come previsto dal diritto canonico, presenterà la rinuncia e aspetterà che il Papa stabilisca i tempi e i modi. Su una possibile visita del Papa a Milano – rimandata a causa degli impegni giubilari – ha affermato: “Penso proprio che verrà, lo vedrò nei prossimi giorni per verificare la data in base alla sua agenda, ma penso che sarà in primavera”.

Il porporato ha poi assicurato che proseguirà la visita pastorale nella ventina di decanati che ancora non ha incontrato e ha annunciato la prosecuzione dei “Dialoghi di vita buona”, quest’anno sul tema dell’ingegneria genetica e del rapporto tra artificiale e naturale, con un comitato scientifico allargato.

Scola ha anche anticipato che in Quaresima sarà nelle sette zone della diocesi per condurre le processioni con la croce di San Carlo Borromeo e la reliquia del Santo Chiodo. Novità anche per il Fondo Famiglia che entrerà in una terza fase centrata esclusivamente sul placement, la ricerca dei posti di lavoro. Al centro dell’attenzione della Diocesi anche la famiglia “per aiutarla a diventare soggetto responsabile”, i laici, e i giovani “cui vorremmo proporre qualcosa per l’impegno politico”.

Durante l’omelia della Messa, l’arcivescovo di Milano ha parlato del Giubileo straordinario della Misericordia: “Entrati negli ultimi mesi – ha detto – siamo già testimoni del bene grande che questa grazia speciale ha portato nella vita di tanti cristiani e non solo. Gli eventi sociali, politici ed economici che hanno accompagnato l’Anno della Misericordia fanno emergere l’imprescindibile urgenza di educarsi alla mentalità (pensiero) e ai sentimenti di Cristo. Vogliamo crescere nella dimensione culturale della fede, intesa non librescamente ma a partire dall’esperienza, per proporre con gioia a tutte le donne e a tutti gli uomini della nostra società plurale che Cristo Risorto, Verità vivente e personale, non cessa di venire al nostro incontro”.

Il porporato si è poi rivolto ai 26 seminaristi presenti in Duomo, che sono stati ammessi agli ultimi quattro anni della formazione che li porterà a diventare preti. Con loro anche tre laici candidati al diaconato permanente. “Carissimi – ha detto loro – questo impegno che ora assumerete vi domanda di invocare la crescita del vostro rapporto personale con Cristo, di imparare a dargli del Tu. Onestamente dobbiamo riconoscere che tra noi il contenuto della relazione di comunione ancora troppo di rado si radica esplicitamente nel dono che ci fa la Trinità in Gesù Cristo, attraverso il sacramento della Chiesa. In questa dimensione verticale sta la sua origine e la sua crescita”.

A proposito delle vocazioni, Scola ha sottolineato che “i candidati si prendono un bel rischio nella società di oggi, rischio che dobbiamo sostenere con la preghiera”; tuttavia, si è detto fiducioso che potranno quadruplicare, arrivando in futuro a 100 i giovani e le giovani che scelgono di compiere questo passo ogni anno in Diocesi, perché ha spiegato “i fatti che il momento storico ci pone dinnanzi sono tanto clamorosi che ci costringono a venire fuori, a vincere le paure, non possiamo più stare tranquilli come abbiamo fatto dagli anni 70 ad oggi”.

Alla fine della messa il vicario generale, mons. Mario Delpini, ha fatto a nome di tutti i presenti gli auguri per il  25esimo di consacrazione episcopale del card. Scola e ha detto che “come regalo il cardinale chiede a tutti di essere generosi nel fare le offerte per i terremotati del Centro Italia”. Le donazioni saranno raccolte domenica in tutte le 1107 parrocchie della Diocesi di Milano per la colletta indetta dalla Conferenza Episcopale italiana.

Sempre Scola, domani 10 settembre, alle 15 in Duomo, presiederà i Primi Vespri nella Festa dell’Esaltazione della Croce e il Rito della “Nivola”. Si tratta di un rito antico e suggestivo che si ripete ogni anno e che rappresenta una celebrazione assai popolare nella tradizione ambrosiana anche per la sua singolarità. La “Nivola” è un baldacchino, lungo e largo tre metri, a forma di nuvola montato su un ascensore che viene mosso grazie ad un sistema di funi e carrucole collegate ad un duplice argano. Il congegno è attribuito da una diffusa tradizione a Leonardo da Vinci-

Il rito prevede che la “Nivola” salga a diverse decine di metri d’altezza sino a sfiorare le volte del presbiterio e giungere al reliquiario, dove si preleva il Santo Chiodo (reliquia della Passione di Gesù) che vi è custodito. Depositata sull’altare maggiore del Duomo, la reliquia rimane esposta alla venerazione dei fedeli, come da antica consuetudine, sabato, domenica e lunedì: i tre giorni più vicini alla festa liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce, che ricorre il 14 settembre.

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