Dona Adesso

Mia mamma è (anche) una Donna

WeWord lancia una campagna di sensibilizzazione che culminerà nell’esposizione fotografica “Mothers. L’Amore che cambia il Mondo”

In vista della Festa della Mamma, WeWord, importante organizzazione non governativa italiana di cooperazione allo sviluppo riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri, ha presentato ieri mattina, per il secondo anno consecutivo, l’importante campagna di sensibilizzazione intitolata Mia Mamma è (anche) Donna presso la Camera dei Deputati .

Il progetto sottolinea il lavoro che WeWord svolge in Italia e nel resto del Mondo, al fine di tutelare ed incrementare l’emancipazione economica-culturale e l’acquisizione dei diritti per le donne madri e i loro figli. Impegno che ha portato alla realizzazione della “Carta dei Diritti della Mamma”, ossia un piccolo ma significativo rapporto sullo stato delle madri in Italia e nel mondo, nato dalle parole e dai pensieri dei bambini su cosa desidererebbero per le loro mamme.

Come ha sottolineato l’on. Daniela Tiburzi, “attraverso le testimonianze dei figli si può capire quanto lavoro ci sia ancora da fare. I diritti propri di una donna, sono anche quelli di una mamma. Le difficoltà lavorative ed economiche che impediscono di avvalersi di una vita autonoma, sono spunti sui quali poter lavorare per porre un’attenta considerazione nel mondo femminile. Le madri hanno dei diritti – ha continuato la parlamentare – e il primo fra tutti è quello del rispetto. Basti pensare a coloro che hanno subito violenze”.

Attraverso bambini e ragazzi è stato immediatamente chiaro quanto il concetto di madre sia fortemente unito a quello di donna: “Vorrei che la mia mamma fosse libera di pensare quello che vuole”, scrivono i piccoli; “Vorrei che la mia mamma imparasse a scrivere bene”; “La mia mamma non ha soldi per comprare le medicine”; “Vorrei che la mia mamma non coltivasse caffè ma fosse ragioniere, così potremmo avere più soldi, potrebbe mandarci in scuole serie e farci mangiare bene”; “La mia mamma ha il diritto a stare bene, a essere amata”: sono alcune delle risposte dei bimbi dinnanzi alla domanda “parlaci di tua mamma”. Partendo da questi pensieri, l’organizzazione WeWord attraverso la “Carta dei Diritti della Mamma”, mira quindi a chiarire e difendere cinque principali diritti: lavoro, politica, educazione, salute e libertà. 

Fra il 2014 e il 2015, il progetto è giunto fino in Kenya, Benin, Tanzania, Nepal, Cambogia e Brasile, per far comprendere appieno le difficoltà, i problemi e le sfide differenti e comuni che affliggono le mamme di tutto il mondo. “Abbiamo raccolto un contesto di vissuti che richiedono conoscenza – ha sottolineato Annamaria Fellegara, vice presidente WeWord -. La campagna di sensibilizzazione, curata anche grazie alla partecipazione del fotografo Fabio Lovino, ha consentito di dare voce in modo sintetico e poetico, attraverso le immagini a questa realtà. Ne è uscita una mostra alla quale si collega un documento che contiene il rapporto di una tragica situazione per la quale c’è ancora molto da fare. Attraverso i bambini – ha continuato Fellegara – si può prendere spunto su ciò che si dovrebbe fare per porre un concreto cambiamento”.

“Ho cercato di approcciarmi a questo progetto, a questo lungo viaggio nel mondo di WeWord, senza retorica in modo puro quasi con gli occhi di un bambino che per la prima volta vede una cosa nuova”, ha spiegato invece il fotografo Fabio Lovino.

La campagna – che si avvale anche di immagini per dare voce ai diritti delle madri in Italia e nel mondo – sarà infatti convertita in una mostra fotografica dal titolo Mothers. L’amore che cambia il Mondo, il 16 maggio, presso la Camera dei Deputati a Roma, che si trasferirà poi a Milano, dal 6 al 16, esposta alla Stazione Centrale.

“Un viaggio non turistico, un viaggio antropologico, sociale ed empatico durato un anno”, spiega il fotografo. “È stato un anno intenso, doloroso, gioioso, faticoso, per uno straordinario confronto con persone distanti per miglia, ma mai cosi vicine a noi, fondendo pensieri e culture. Un viaggio indimenticabile”.

Gli scatti saranno presenti dal 4 al 10 maggio, anche sulle linee di Frecciarossa e nei FrecciaClub di Roma e Milano, grazie alla partecipazione di Trenitalia che si avvale della sua rete di comunicazione per incentivare l’impegno nel sociale, contemporaneamente al gruppo UBI Banca  attraverso la piattaforma UBI Comunità, servizio rivolto al mondo del no-profit laico e religioso.

                                                                                                               

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