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Messico, a Cancún stato d’emergenza dopo violenze. Vescovo invita alla pace

Disordini dopo l’attacco di una gang all’ufficio del procuratore generale. Mons. Pedro Elizondo Cárdenas chiede alle autorità di “garantire sicurezza alla popolazione”

Dinanzi alla proclamazione dello “stato d’emergenza” a Cancún, Quintana Roo (Messico), dopo alcuni episodi di violenza, mons. Pedro Pablo Elizondo Cárdenas, vescovo della prelatura territoriale di Cancún-Chetumal, ha invitato le autorità a “mantenere la pace e garantire la sicurezza alla popolazione, salvaguardare la vita e garantire la protezione della popolazione e dei turisti”.

In una nota ripresa dall’agenzia Fides, il presule si rivolge anche ai cittadini chiedendo di “rispettare le regole di sicurezza e a rimanere in casa. Ascoltare le autorità competenti e prestare attenzione ai comunicati delle autorità riguardo alla situazione”. Alla fine invita “tutti i cattolici ad offrire la loro preghiera personale e familiare con un’intenzione speciale per la pace e soprattutto durante il grande silenzio dopo la comunione, a pregare insieme per la pace e la riconciliazione in Messico”.

Come si apprende dalla stampa locale, a Cancún una decina di uomini armati, forse membri di gang locali, lunedì 16 gennaio ha aperto il fuoco contro l’ufficio del procuratore generale. La polizia arrivata sul posto ha risposto al fuoco e secondo le prime informazioni un impiegato della procura e tre uomini armati sono rimasti uccisi.

Il sindaco di Cancún, su Twitter, ha affermato: “L’attacco contro l’ufficio del procuratore generale dello Stato è inaccettabile” e ha invitato i cittadini alla calma. Le autorità “stanno applicando rigidi protocolli per controllare la situazione e prendere i responsabili”.

Quasi contemporaneamente si sono registrati colpi d’arma da fuoco in altre parti della città, la cui matrice non è chiara. L’attacco all’ufficio del procuratore è stato effettuato all’indomani della sparatoria in una discoteca vicino a Playa del Carmen, che ha lasciato cinque morti.

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