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Meeting di Rimini. Mattarella: “Il terrorismo cerca di introdurre i germi di una Terza Guerra mondiale”

Nel suo messaggio alla vigilia della 36° edizione della manifestazione, il presidente della Repubblica italiana esorta all’accoglienza dei migranti, stigmatizza la corruzione e ricorda che “la democrazia si esporta con la cultura e con l’esempio”

Prenderà il via domani, 20 agosto, la XXXVI edizione del Meeting di Rimini. Un Meeting che metterà al centro il cuore dell’uomo, il suo bisogno, il suo desiderio infinito, la mancanza che lo riempie. Sono questa mancanza e questo bisogno la grande risorsa dell’uomo,  non solo nella dimensione personale dell’esistenza, ma anche nella dimensione sociale e civile. Un uomo che riconosce la propria mancanza è un uomo aperto, curioso, desideroso di dialogare, di incontrare altri uomini, riconoscendo in essi innanzitutto un bene, un valore per sé. È, al contrario, il dogmatismo della propria presunta autonomia, ideologica, etnica o religiosa, a generare violenza. 

È per questo che il Meeting si inaugura con un incontro che vuole riaffermare la certezza che l’atteggiamento religioso, le religioni, in quanto baluardo contro il nichilismo, rappresentano, in ogni società laica un bene per tutti. “Le Religioni sono parte della soluzione, non il problema” è l’incontro che apre la XXXVI edizione del Meeting e su questo tema interverranno il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, Azzedine Gaci, rettore della Moschea Othmane di Villeurbanne e il Gran Rabbino di Francia, Haïm Korsia. 

“Dalla capacità di dialogo, di comprensione reciproca, di collaborazione tra le religioni monoteiste dipenderà la pace nel mondo”, scrive infatti il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, nel suo messaggio per il Meeting. “Di questo – prosegue – dobbiamo essere consapevoli. Il terrorismo, alimentato anche da fanatiche distorsioni della fede in Dio, sta cercando di introdurre nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in Africa i germi di una terza guerra mondiale. Sta alla nostra responsabilità fermarla”.

“La democrazia si esporta con la cultura e con l’esempio”, sottolinea Mattarella. E aggiunge: “La persona è il fondamento della comunità e dello Stato. La sua libertà, il valore incomprimibile del suo essere unica e irripetibile, l’integralità dei diritti umani preesistono, come indica l’articolo 2 della nostra Costituzione, agli stessi ordinamenti. Da questa radice è nato il Meeting, che nel tempo ha prodotto centinaia di incontri e discussioni, ha arricchito il dialogo, ha sviluppato maturazioni e amicizie”. 

“In questa esperienza – ricorda infine il capo di Stato – si sono formati tanti giovani, è cresciuta e si è fatta adulta la vostra associazione, ne ha tratto ricchezza il pluralismo della nostra società e della nostra cultura”. 

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