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A boat carrying migrants trying to reach Europe

Foto © Guardia di Finanza - Ufficio Centrale Relazioni con il Pubblico

Mediterraneo: dispersi 400 migranti

Si tratta principalmente di persone del Corno d’Africa. Intanto l’Europa appoggia il “migration compact” italiano, un programma che stravolge le azioni adottate finora dall’Ue per gestire il flusso di migranti

Sono in gran parte somali, i dispersi nel Mediterraneo a causa dell’ennesima strage dei migranti che dalle coste nordafricane tentano di raggiungere l’Italia. Accade all’indomani della visita del Papa a Lesbo, secondo quanto dichiarato alla Bbc dall’ambasciatore somalo in Egitto le vittime sarebbero oltre 400, tra cui anche etiopi ed eritrei.

Altre vittime si registrano nel canale di Sicilia. I 108 superstiti di un’imbarcazione in balia delle onde raccontano di essere partiti dalla Libia in 140 circa. Due risultano annegati, 6 giacevano cadaveri nel fondo dell’imbarcazione, tutti gli altri risultano dispersi. Il gommone è giunto già quasi completamente sgonfio, pieno d’acqua e con il motore in avarizia.

In loro soccorso è arrivata una nave Aquarius dell’Associazione Sos Mediterranee. I sopravvissuti provengono Gambia, Guinea Bissau, Guinea Conakry, Costa d’Avorio, Togo, Nigeria, Senegal, Mali, Sudan, Etiopia, Eritrea. I naufraghi, in ipotermia, traumatizzati, e altri con seri problemi di capacità motoria sono stati tutti subito presi in carico dall’equipe medica di Médecins di Monde.

Il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, è intervenuto sul tema: “Stiamo cercando di avere notizie ulteriori, soprattutto dalle autorità egiziane. In ogni modo è un motivo in più per discutere il ‘migration compact’ preparato dall’Italia”.

Il riferimento è alla proposta che l’Italia ha presentato ieri alle istituzioni europee per cercare di risolvere l’emergenza immigrazione. Un piano apprezzato sia dalla Commissione Europea che da diversi Governi degli Stati Membri, tra cui quell’Est, da sempre contrari alla gestione “comune” del flusso migratorio. Il programma si prefigge di ridurre i flussi anche lungo la rotta mediterranea attraverso nuove intese con i Paesi d’origine e di transito, in particolare quelli africani, da finanziare con strumenti innovativi come i bond Ue-Africa

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