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Medio Oriente: l’aiuto dell’Iran ai cristiani perseguitati

Convogli umanitari provenienti da Teheran sono fermi al confine con l’Iraq in attesa del permesso d’ingresso. L’arcivescovo Lahham: “Iran in prima fila nel dialogo con la Santa Sede”

Camion con targa iraniana carichi di aiuti umanitari sono fermi al confine tra Iran e Iraq. Attendono il permesso d’ingresso per raggiungere le comunità cristiane vittime della pulizia etnico-religiosa da parte dei jihadisti dello Stato islamico. Lo riferisce ad alcune agenzie di stampa iraniane il parlamentare cristiano Yonatan Betkolia, rappresentante delle comunità assire e caldee al parlamento della Repubblica Islamica dell’Iran.

Si tratta di aiuti umanitari che Teheran intende far giungere ai cristiani perseguitati, così come sta facendo – precisa Betkolia – dal primo esplodere dell’emergenza in Iraq. I convogli sono pieni di cibo, tende, vestiti e materiale medico-sanitario; funzionari iraniani operanti nell’area sono già in contatto con le locali comunità cristiane per coordinare la distribuzione.

“L’Iran – dichiara all’agenzia Fidesl’arcivescovo Lahham, Vicario patriarcale per la Giordania del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini – ha assunto indubbiamente in Medio Oriente un ruolo cruciale. È in contatto permanente con la Santa Sede, con la quale condivide dialoghi molto importanti. Speriamo che il contributo dell’Iran abbia effetti positivi nella ricerca di soluzioni alle crisi che tormentano le popolazioni dell’Iraq e della Siria”.

Prima di Natale l’arcivescovo Lahham aveva ricevuto ad Amman l’ambasciatore iraniano in Giordania Mojtaba Ferdowsjpour, il quale aveva espresso a lui e a tutti i cristiani le proprie felicitazioni in occasione delle festività natalizie e ribadito l’impegno della Repubblica islamica dell’Iran ad assistere i cristiani in difficoltà nel vicino Iraq.

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