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Matteo Renzi

Press office Meeting of Rimini

Matteo Renzi al Meeting: buona la prima!

Il presidente del Consiglio si è impegnato a far sì che l’Italia torni ad essere la terra delle opportunità e non dei rimpianti

I pregiudizi sono duri a morire. E sono tanti quelli che continueranno a non considerare credibili e realistici i programmi che il Presidente del Consiglio sta portando avanti. Le critiche contro i vari progetti riempiranno ancora le pagine dei mezzi di comunicazione di massa. Sta di fatto che nella sua prima apparizione al Meeting di Rimini, Matteo Renzi è riuscito ad infiammare il pubblico con idee e progetti chiari, mostrando grande fiducia nel popolo italiano.

Nell’introduzione all’incontro con il Presidente del Consiglio svoltosi alla Fiera di Rimini ieri, Emilia Guarnieri, presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, ha spiegato: “Questo sarà un incontro di verifica. Vorremmo verificare quanto possa essere socialmente e politicamente utile la testimonianza disarmata di chi cerca di spendere la vita perché i propri desideri e quelli degli altri possano vivere, perché, come ci ha detto papa Francesco, non ci venga rubata la speranza”.

Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, ha posto al presidente del consiglio quattro domande di grande spessore e cioè: sulla valorizzazione delle forze che costruiscono l’Italia “dal basso”, sul contributo dell’Italia a un’Europa sussidiaria, sul rilancio del Sud dell’Europa e lo sviluppo del Mediterraneo e infine sul ruolo dell’Italia nelle dinamiche internazionali.

Renzi ha subito chiarito di sentirsi richiamato ad una responsabilità personale affinché “l’Italia torni ad essere la terra delle opportunità e non dei rimpianti”.

In merito al ruolo che l’Europa deve svolgere e in che modo l’Italia deve muoversi, il premier ha espresso critiche velate. “L’Europa – ha detto  è nata senza una visione politica e l’Italia non ha giocato la sua parte. Abbiamo perso vent’anni cancellando il Mediterraneo dalla discussione e cancellando anche i Balcani. C’è un’emergenza Balcani che è pazzesca. Così le istituzioni europee hanno guardato altrove e non al Sud. Queste regioni sono sempre state oggetto di un racconto macchiettistico solo negativo”.

“I giovani – ha continuato – non vedono nell’Europa una visione politica, ma un lontano tran tran burocratico” mentre, nel semestre di presidenza italiana dell’Unione, abbiamo cercato di “riproporre un’Europa come ideale, prima che spread e burocrazia”.

Sull’emergenza profughi, il premier ha sottolineato: “prima bisogna salvare le vite umane e dopo viene il resto”.

“Non possiamo seguire – ha aggiunto – gli imprenditori della paura. Non rinuncio a secoli di umanità per tre voti”.

In questo contesto, ha precisato Renzi, “l’Italia ha davanti a sé un gigantesca sfida educativa e culturale”.

Il premier ha quindi spiegato le ragioni della sua visita al Meeting:

“Sono venuto al Meeting – ha affermato – perché colpito dall’esperienza personale che qui vivete. Riconosco questo luogo come quello in cui tanti amici hanno arricchito la loro esperienza. Io credo che questo arricchimento possa generare un’amicizia che va al di là della contrapposizione politica”.

Renzi ha cercato di spiegare le ragioni della crisi della politica in cui sembra caduto il parlamento ed il Paese, lamentando che negli ultimi venti anni “l’Italia ha trasformato la seconda repubblica in una rissa ideologica che ha smarrito il bene comune e mentre il mondo correva noi eravamo impantanati nella sterile discordia interna tra berlusconismo e anti-berlusconismo”.

A questo proposito ha indicato le riforme in atto sulla legge elettorale, sul job act, sulla riforma della pubblica amministrazione, sulla legge sul terzo settore e la prevista riforma fiscale, come “un tentativo, sicuramente migliorabile, ma che danno una spinta al cambiamento”.

“La nostra nazione ha bisogno di regole semplici”, ha ripetuto, e “il mondo italiano è un mondo molto più ricco di quello che ci raccontano i talk show che propagandano solo negatività”.

In merito al ruolo che l’Italia può e deve svolgere in campo internazionale, Renzi a sostenuto che “il nostro Paese deve avere come stella polare il rapporto con gli Stati Uniti; tuttavia possiamo svolgere un’importante ruolo di mediazione fra le varie potenze, in particolare nei confronti della Russia. Pensare di costruire un’Europa contro la Russia è un errore tragico: le radici culturali che ci legano sono più profonde degli aspetti economici”.

Sulle minacce terroristiche nei confronti di persone e luoghi che hanno segnato la civiltà umana, il premier ha detto: “I terroristi cercano di farci morire come piace a loro, ma non riuscendoci, cercano di farci vivere come piace a loro, convincendoci che il vicino è un nemico. Contro questa barbarie l’Italia può svolgere un ruolo centrale per la sua storia che è luogo di qualità e bellezza”.

Forte il messaggio di Renzi agli ‘uccelli del malaugurio’. Secondo alcuni – ha osservato – il nostro Paese – è un elenco di problemi, ma consiglio di “raccontare le tante storie affascinanti di un paese che va avanti, nonostante la politica. Bloccare l’Italia non serve a nessuno, piuttosto deve essere rimessa in moto. L’Italia la fanno ogni giorno le persone che fanno bene il loro lavoro. Il compito dello Stato non è ingabbiare queste persone in un sistema, ma lasciarle libere. Intervenire oggi sul fisco non è una questione di consenso ma un aumento di libertà e di giustizia sociale per il paese. Per questo bisogna rendere l’Italia più semplice”.

Dopo aver visitato la mostra che al Meeting racconta le bellezze di Firenze e ricordando la sua esperienza di Sindaco, Renzi ha raccontato che, per pedonalizzare piazza del Duomo, prese spunto da una frase dello scrittore inglese  Gilbert Keith Chesterton: “Il mondo non finirà per mancanza di meraviglie, ma di meraviglia”.

Per far risorgere l’Italia, Renzi ha indicato la strada di “riscoprire la meraviglia per la sua bellezza e la sua forza. Abbiamo uno spazio gigantesco, se smettiamo di piangerci addosso e ci accorgiamo che ciò che ci fa grandi è ancora tutto lì”.

La Guarnieri ha concluso dicendo: “Di fronte alle istituzioni che cercano di tirare il Paese fuori dalla crisi noi ci siamo, al di fuori dalle contrapposizioni ideologiche e collaborando per il bene comune”.

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