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Foto: Quirinale

Mattarella: “Il senso di comunità è la forza principale dell’Italia”

Vittime del terrorismo, terremoto, corruzione, Referendum e profughi tra i temi affrontati dal presidente della Repubblica nel suo discorso di fine anno

“Il senso diffuso di comunità costituisce la forza principale dell’Italia, anche rispetto alle tante difficoltà che abbiamo di fronte. La comunità, peraltro, va costruita, giorno per giorno, nella realtà”. Questo uno dei passaggi chiave del Messaggio agli italiani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della fine dell’anno.

Numerosi gli argomenti trattati dal presidente nel suo discorso. L’inizio è stato riservato alle vittime italiane del terrorismo: Valeria Solesin, morta durante l’attacco terroristico al Bataclan di Parigi, le vittime di Nizza ed anche Fabrizia Di Lorenzo morta recentemente a Berlino. Di qui una condanna al terrorismo e sopratutto all’azione efficace delle forze dell’ordine nel contrastarlo con la loro massima competenza e serietà.

Interessante, poi, il riferimento a Giulio Regeni, il giovane ricercatore morto in Egitto, che mostra come la sua scomparsa non sia considerata “archiviata” dal nostro Paese e richieda ulteriori spiegazioni che l’Egitto invece non intende fornire.

Non poteva mancare nel Messaggio un riferimento al terremoto che in quest’anno ha generato vittime e distruzione nel centro Italia. Un fatto che, secondo il presidente della Repubblica, ha fatto emergere la forte solidarietà di tutto il Paese, ma che deve ancora spingere le istituzioni ad adoperarsi affinché avvenga una piena ricostruzione dei luoghi terremotati.

Mattarella ha inoltre evidenziato come vi sia nell’odio e nella violenza politica, che trovano nel web un importante cassa di risonanza, i germi per una disgregazione sociale del Paese che “deve essere impedita specialmente da chi ha responsabilità istituzionali”.

Un capitolo molto articolato è stato dedicato ai giovani, sulla scia dell’omelia del Papa di ieri sera durante il Te Deum. Ai giovani, ha detto il capo di Stato, viene privata la propria dignità a motivo di carenza di lavoro e quindi di una certezza per il proprio futuro personale e sociale. In tal senso, per Mattarella, il giovane dovrebbe abbandonare il Paese non perché costretto dalla mancanza di opportunità lavorative, ma di sua libera volontà per accrescere la propria formazione intellettuale e lavorativa.

Un grave monito, in tal senso, è stato riservato alla piaga della corruzione e dell’evasione fiscale, che “vanno contrastate con determinazione”. Infatti oggi le istituzioni devono essere maggiormente abitate dai cittadini per essere fonte di costruzione di una maggiore coesione sociale, ha affermato Mattarella, che ha voluto commentare il Referendum ed il motivo della nascita del governo Gentiloni.

Riguardo al voto referendario, per l’inquilino del Quirinale, “l’alta affluenza è stata segno di maturità democratica”, mentre sulla nascita del governo e al non scioglimento delle Camere, il motivo è stato circa l’impossibilita del formarsi di un governo stabile a causa delle due diversissime leggi elettorali presenti per il Senato  e la Camera dei Deputati.

Qui il presidente è stato molto attento a non dilungarsi troppo in un’analisi sul governo attuale, ancora forse troppo fragile. Il suo Messaggio ha virato sul tema dell’Europa come “non prodotto di trattati ma di attiva costruzione di un luogo di pace e di sviluppo comune”. Al Vecchio Continente, Mattarella ha chiesto di non rimanere inerte davanti al dramma dei profughi, ma ad intervenire avviando una concreta solidarietà verso i richiedenti asilo politico ed una umanità nell’attuare l’espulsione di chi non ha tali requisiti.

Infine, congedandosi con gli italiani, il presidente della Repubblica ha voluto mostrare un disegno di una scuola ricostruita, donatogli da alcuni bambini delle zone terremotate del centro Italia, indicando come la vera sfida in questo nuovo anno sia ridonare speranza a tutto il Paese.

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