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Crocifisso - © Antoine Soubrier

Martire è anche chi serve Cristo nei fratelli sofferenti

Una riflessione sulla Settimana Santa dall’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio

La Settimana santa è la settimana nella quale i cristiani celebrano gli eventi correlati agli ultimi giorni di Gesù, che comprende in particolare la sua passione, morte e risurrezione.

Nella tragedia della Passione culmina la nostra vita e tutta la storia umana. E’ la meditazione del mistero di Gesù Cristo che continua nel cristiano e nella Chiesa. Egli è il servo di Jahvè che si sottopone a dure prove perché si lascia guidare da Dio e gli rimane fedele.

Fedeli alla loro missione ospedaliera, alcuni religiosi e collaboratori dei Fatebenefratelli sono morti contagiati dal virus dell’Ebola che nel 2014 ha imperversato negli ospedali della Liberia e della Sierra Leone, nell’Africa Occidentale. Essi, sono rimasti accanto agli ammalati affetti dal medesimo virus, per servirli fino a morirne contagiati.

Se i Fatebenefratelli hanno dovuto far fronte a questa tragedia, senza tirarsi indietro, anche ognuno di noi, a motivo della professione o per scelta volontaria di servire tanti nostri fratelli, potrebbe trovarsi di fronte a simili, tragiche evenienze. La nostra vocazione di cristiani ci spinge a non prendere le distanze da loro, ma a servirli con scienza, coscienza e prudenza nella loro difficoltà.

E’ utile l’esempio di tanti Santi che hanno rischiato la propria vita per salvare quella degli altri. Un esempio di tale dedizione è quello di san Giovanni Grande, religioso andaluso dei Fatebenefratelli che a Jerez de la Frontera, assistendo gli appestati, si contagiò e pagò con la propria vita l’esercizio dell’ospitalità eroica. Un altro esempio è quello di san Luigi Gonzaga, chierico gesuita il quale, frequentando l’ospedale degli appesti a Roma, si contagiò dal medesimo morbo e offrì la propria giovane vita.

I martiri non sono solo quelli che vengono uccisi a causa della loro fede e testimonianza cristiana, come i nostri 95 martiri della guerra civile e antireligiosa di Spagna, ma, potremmo aggiungere, anche quelli che servono Cristo nei loro fratelli bisognosi e sofferenti con pericolo di vita.

Il mistero della passione di Cristo, quindi, continua nel cristiano e nella Chiesa perché da quella morte possa scaturire una vita sovrabbondante per ognuno di noi e sia seme per nuove vocazioni all’ospitalità e al servizio degli ultimi.

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