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Madre Teresa in visita al centro CINI 1985 - © Samir Chaudhuri

“Madre Teresa mi ha insegnato a dare agli altri senza fare domande”

In occasione della sua canonizzazione, Samir Chaudhuri, fondatore di Cini, racconta  il suo incontro con la Santa che ha dedicato la sua vita ai poveri

Il 4 settembre 2016 Madre Teresa verrà proclamata Santa con una grande cerimonia in piazza San Pietro presieduta dal Papa. L’eredità lasciata da questa piccola grande donna la si può ritrovare in ogni angolo di Calcutta, ma non solo: le Missionarie della Carità continuano la sua opera in tutto il mondo con la stessa semplicità e lo stesso rigore della Madre. Girano come lei indossando semplici sari, a piedi, nelle bidonville, e danno senza fare domande, gratuitamente, aiutando indifferentemente hindu, mussulmani cristiani, atei. Perché la religione, diceva Madre Teresa, non deve dividere né discriminare.

Nell’immensa megalopoli lavora da 42 anni anche Cini, il Child in Need Institute, guidata dal pediatra  Samir Chaudhuri che ricorda i suoi incontri con la futura Santa. I destini di Madre Teresa e Samir si sono infatti incrociati più volte con azioni complementari, entrambi agendo col comune obiettivo di prendersi cura dei più poveri nelle comunità marginali indiane.

“Quando Madre Teresa iniziò il suo lavoro, partì da un concetto molto semplice:  dare amore e cure a persone che non hanno niente e nessuno cui rivolgersi. Questo normalmente non accade perché in genere si  da sperando di avere qualcosa in cambio”, spiega Chaudhuri. “Il suo lavoro ci ha influenzato profondamente. Quando l’ho invitata ad inaugurare il nostro centro conferenze, ho colto l’occasione per chiederle di parlare ai miei colleghi, in modo che fossero ispirati dalle sue profonde parole. Lei ci ha detto di fare quello che facciamo con amore e compassione”.

Le sorelle di Madre Teresa aiutano i poveri di Calcutta in modo caritatevole offrendo cibo e assistenza che permetta loro di sopravvivere. In parallelo, Cini  si impegna per migliorare lo stato di salute delle persone insegnando loro a nutrirsi correttamente e ad impossessarsi della propria vita offrendo gli strumenti necessari per sostentarsi da soli. “La povertà non è solo una questione di bisogni materiali – continua Samir Chaudhuri – noi ora dobbiamo affrontare e rispondere a bisogni mentali, sociali, psicologici”. “Noi – aggiunge – facciamo troppo domande agli altri e troppe domande a noi stessi. Siamo diventati egoisti. I poveri danno di più dei ricchi. I poveri danno tutto. Dovremmo togliere l’egoismo e lavorare e basta, come ha lavorato lei”.

 

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