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Card. Pietro Parolin (agosto 2017) - Foto © CTV - OSSERVATORE ROMANO

L’Unione Europea: “Soprattutto un progetto di pace e una comunità di principi e di valori”

Dichiarazione del Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin nel corso della visita in Montenegro e Serbia (27 giugno-2 luglio 2018)

Pubblichiamo di seguito la dichiarazione che il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ha rilasciato ieri [27 giugno 2018] dopo l’incontro con il Primo Ministro del Montenegro, nel corso della visita in Montenegro e Serbia che si svolge dal 27 giugno al 2 luglio 2018:

Vorrei, innanzitutto, ringraziare sentitamente il Signor Presidente del Governo per l’invito a visitare il Montenegro. L’amabilità e il calore della sua accoglienza sono una conferma dell’amicizia e della collaborazione esistenti tra questo Paese e la Santa Sede, una collaborazione concreta che si va sviluppando su tanti versanti.

I legami storici e il dialogo più intenso che si è sviluppato in anni più recenti sono stati ulteriormente consolidati dalla firma di un Accordo, sette anni fa, il quale consente, nel rispetto delle specificità proprie della Chiesa e dello Stato, di affrontare temi di interesse comune. É ferma speranza, inoltre, che il prossimo passo che si è concordato, cioè l’apertura di una sede stabile della Nunziatura Apostolica in Montenegro, possa dare nuovo e vigoroso impulso alle relazioni bilaterali e far proseguire il cammino condiviso a favore del bene di entrambe le Parti, dell’armonia, dall’unità e della solidarietà.

Ringrazio Le Autorità statali per il rispetto che mostrano verso la comunità cattolica in Montenegro. sa, pur di ridotte dimensioni numeriche, ha dato e intende continuare a dare il suo contributo a servizio dell’intera società. In particolare, è impegnata a perseguire un dialogo fraterno con l’Ortodossia, come anche ad avere rapporti cordiali con gli appartenenti all’Islam e ad altri gruppi religiosi del Paese.

Con piacere ho appreso che il Montenegro, nella sua pluralità etnica e religiosa, sta aggiornando la propria legislazione con l’intento di promuovere maggiormente la libertà religiosa, indivisibile da ogni altra libertà. Durante la mia visita sono previsti importanti appuntamenti. Avrò l’onore di incontrarmi tra breve con il Signor Presidente della Repubblica, al quale va sin d’ora il mio rispettoso saluto, e successivamente con altre Autorità dello Stato e rappresentanti delle istituzioni civili. Particolarmente significativi saranno gli incontri con le comunità diocesane di Bar e Kotor. Il Presidente del Governo mi ha informato sui progressi compiuti dal Montenegro verso la piena adesione all’Unione Europea. A tale riguardo, la Santa Sede non può che rallegrarsi per l’integrazione nella famiglia europea di popoli del Continente che storicamente ne fanno parte.

L’impegno più volte ribadito dall’Unione Europea nei confronti dei Balcani Occidentali è un segnale positivo e si spera che nel Vertice in programma in questi giorni si rafforzi ulteriormente. L’Unione Europea non è soltanto un sistema economico e giuridico, ma è soprattutto un progetto di pace e una comunità di principi e di valori. Entrandovi a far parte – come auspico vivamente – il Montenegro potrà anche offrire un apporto proprio, come modello sociale in grado di salvaguardare l’identità religiosa e culturale dei suoi cittadini, di promuovere la convivenza interetnica e interreligiosa, la riconciliazione e la pace, e di sostenere il rispetto dell’ambiente, la “casa comune” e le leggi della natura.

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