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L’Ozono terapia tra medicina e aiuto umanitario

Sarà presentato lunedì 23 a Roma presso la Casa di Santa Francesca Romana il libro “Ozono respiro di vita”

Lunedì 23 maggio, nel colorito e affascinante quartiere romano di Trastevere, si terrà un evento di presentazione del libro Ozono respiro di vita, edito da If Press e scritto “a sei mani” dai giornalisti Alessandro De Vecchi, Antonio Gaspari, Massimo Nardi.

L’appuntamento è alle ore 19,00 presso la Casa di S. Francesca Romana a Ponte Rotto, in via dei Vascellari 61. Per partecipare all’incontro è obbligatoria la prenotazione, che può essere effettuata via email scrivendo all’indirizzo maggioletterario@gmail.com oppure via telefono: 06.58.12.125.

L’iniziativa, che gode del patrocinio della Casa di Santa Francesca Romana a Ponte Rotto e dell’Ufficio per le Aggregazioni Laicali e le Confraternite del Vicariato di Roma, diretto da Mons. Antonio Interguglielmi, s’inquadra nell’ambito della problematica “salute e misericordia”, che costituisce uno dei nuclei fondanti del Giubileo voluto da Papa Francesco.

Non a caso si è svolta recentemente, presso la Pontificia Accademia delle Scienze, una conferenza internazionale intitolata Salute e povertà (26-27 novembre 2015), che ha visto al centro dell’attenzione l’ozono, ed in particolare la “ozonoterapia” – come viene definita l’ampia gamma di utilizzi in campo medico che trovano nell’ozono un potente ausilio terapeutico –, per la sua capacità di produrre benefici effetti con strumenti economici e di agevole applicazione.

Uno dei capitoli più emozionanti del libro – intitolato O3 for Africa (O3 è la formula chimica dell’ozono) – parla infatti dell’uso dell’ozonoterapia in quei remoti paesi del continente africano dove, a causa della povertà e della malnutrizione, le popolazioni soffrono maggiormente di malattie, epidemie, mortalità infantile.

Particolarmente interessante la testimonianza di fra’ Fiorenzo Priuli, un medico chirurgo che opera presso il centro ospedaliero dei Fatebenefratelli di Cotonou, la città più popolosa del Benin. “Noi l’ozono lo usiamo moltissimo – ha spiegato fra’ Fiorenzo – per tutte le infezioni osteoarticolari, per le forme di ernia discale, per le artrosi anche gravi della colonna e delle articolazioni. Lo usiamo in sacchetti sotto pressione per curare le piaghe.

Lo usiamo in forma intrarteriosa per i casi di ischemia degli arti inferiori e di piaghe diabetiche, con una risposta quasi miracolosa. Lo utilizziamo inoltre nei traumi cranici con emorragie cerebrali, ottenendo anche qui risultati molto buoni. Altre forme applicative riguardano i malati affetti da epatiti e da Aids. Tutte le sacche dei donatori di sangue vengono ozonizzate per avere la certezza di non trasmettere malattie virali…”.

Le parole di fra’ Fiorenzo sono confermate dal fatto che l’ozono è il disinfettante più potente che esiste in natura: 120 volte più efficace del cloro, per cui una delle applicazioni potenzialmente più potenti è la disinfezione delle fonti idriche, con la diminuzione delle malattie derivanti da virus e batteri.

Ma le possibili applicazioni dell’ozono non si limitano alle “periferie del mondo”, perché anche nel mondo avanzato si affaccia una minaccia incombente: l’aumentata resistenza agli antibiotici dei batteri patogeni. Un grave problema che è stato, a più riprese, denunciato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità): i batteri, come ogni specie vivente, hanno sviluppato una graduale capacità di adattamento e le difese terapeutiche offerte dalle cure antibiotiche si vanno affievolendo.

Con i drammatici rischi che è facile immaginare. Tale stato di cose apre inedite possibilità applicative per l’ozono, grazie alle sue proprietà antibatteriche e antivirali che possono interagire sinergicamente con gli antibiotici.

Ma se le sue risorse terapeutiche sono così potenti, allora perché – viene da domandarsi – l’ozono è così poco conosciuto dalla pubblica opinione? O meglio, l’ozono è assai noto al grande pubblico, ma soltanto a causa del “buco dell’ozono”. Ben poco, invece, si sa dei suoi usi terapeutici.

La risposta al quesito è molto semplice: il “salto di qualità” della ozonoterapia è avvenuto solo in tempi recenti grazie agli sviluppi della tecnologia. Le qualità disinfettanti dell’ozono sono note da tempo: venivano applicate sui campi di battaglia già nel corso della prima guerra mondiale per arginare le infezioni derivanti dalle ferite belliche.

Ma oltre non si poteva andare perché l’ozono è un gas assai volatile ed era difficile farlo arrivare nelle zone di trattamento, soprattutto se queste riguardavano organi interni. Ma oggi, grazie a sofisticati apparecchi medicali detti “ozonizzatori”, questi problemi sono stati in gran parte risolti e la ozonoterapia sta conoscendo una rapida diffusione.

Una diffusione che sta dando ragione al prof. Marianno Franzini, presidente della SIOOT (Società scientifica di Ossigeno Ozono Terapia).

Nel suo intervento presso la Pontificia Accademia delle Scienze, il prof. Franzini ha illustrato le principali qualità dell’ozono: azione antibatterica e antivirale; miglioramento del microcircolo; effetto antidolorifico e antinfiammatorio; disinfezione dell’acqua; miglioramento delle difese dei vegetali dai microrganismi patogeni. “Non vi sono batteri o virus resistenti all’azione dell’ozono”, ha spiegato il docente, che insegna anche all’Università di Pavia.

Il libro Ozono respiro di vita è un’opera saggistica che si snoda al ritmo di un romanzo, con una successione incalzante di interviste ai medici e ai missionari che applicano l’ozonoterapia e ai pazienti che ne hanno sperimentato i benefici.

L’attenzione degli autori è volta tanto agli aspetti applicativi della terapia, basata su una “tecnologia a vocazione sociale e umanitaria”, quanto agli aspetti umani e partecipativi che fanno dire ad una terapeuta impegnata nella cura: “Sentirsi seguiti e compresi dal proprio medico aiuta a guarire, a superare le ansie e la paura del dolore. In un certo senso l’ozonoterapeuta può diventare una sorta di psicologo, e così si può recuperare la vicinanza con il paziente che, in certi casi, mi pare si sia un po’ perduta…”.

Il libro sarà presentato dal prof. Carlo Jovine, autore della prefazione al volume nonché membro della Consulta medica che ha espresso il parere scientifico sui miracoli di Karol Wojtyla e Madre Teresa. Alcuni brani del libro saranno letti dall’attrice Daniela Scarlatti. Al termine dell’incontro è previsto un aperitivo-buffet nel Chiostro con gli autori.

La prossima presentazione del libro “Ozono respiro di Vita” si svolgerà il 7 giugno alle ore 10,00, presso l’IRCCS San Giovanni di Dio, FBF via Pilastroni 4 di Brescia.

Alla presentazione di Brescia saranno presenti il prof. Marianno Franzini, Presidente della SIOOT, il dott. Antonio Galoforo, il medico chirurgo del Fatebenefratelli Fra Fiorenzo Priuli, il veterinario allevatore Paolo Garbelli e fra Fra Luca Beato, Sac. dei F.B.F. presidente dell’Uta onlus (Associazione benefica Uniti per Tanguieta e Afagnan (U.t.a.).
La presentazione sarà moderata dal giornalista Giorgio dott. Costa.

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Per ogni informazione sul libro “Ozono respiro di vita”  http://www.ibs.it/code/9788867880799//ozono-respiro-vita.html

Per ogni infornazione sulle pratiche di ossigeno- ozono terapia SIOOT http://www.ossigenoozono.it/

 

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