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Pixabay CC0 - Kapa65, Public Domain

L’orologio del cuore

“Pillola quotidiana” di padre Andrea Panont

Mi ripeteva Pesto, il capo comico del teatro, che aveva dei problemi. Non riusciva mai a mettersi calmo e tranquillo. Si è accorto che mentre faceva una cosa, pensava ad una altra.

Mentre con le mani stava spazzava il palco, con la mente voleva riprovare il secondo atto della farsa. Mentre portava la partitura al suggeritore, pensava alle sigarette da comprare.

Insomma aveva la mente sempre da un’altra parte. Ho capito che mi mancava la stabilità di pensiero. Voleva fare contemporaneamente due o tre cose.

Con una battuta gli dissi che questo modo di procedere prima o poi lo porta in manicomio.

Gli ho raccontato che anch’io, se mi distraggo, faccio istintivamente una cosa pensando all’altra. Come se potessi obbedire distintamente a due orologi: a quello della mente e a quello del cuore. Arrivo a sera insoddisfatto, agitato e stanco e quello che faccio mi riesce sempre male, imperfetto.

Mi venne in soccorso il famoso principio della saggezza: “Age quod agis”, che significa “mettiti ad amare quello che stai facendo” e vedrai sincronizzarsi le lancette dei due orologi. La mente si coordinava con il cuore.

Ne consegue che ogni singola azione fatta con l’attenzione e la competenza della mente, porta in sé la spinta e l’entusiasmo del cuore. La mente guida, il cuore spinge.

M’accorgo che l’agitazione non nasce dalle troppe cose da fare, ma dalla preoccupazione che le accompagna.

Per riposarmi lavorando, amo ciò che Dio mi chiede nelle molte cose che nel presente sto facendo.

Ciao, da Andrea.

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