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Chiesa / Pixabay CC0 - Free-Photos, Puvlic Domain

L’orazione di Braghessa

“Pillola quotidiana” di padre Andrea Panont

Braghessa è il suo nome di battaglia. Gli amici lo chiamano così per la trasandatezza con cui porta i pantaloni.

A vederlo è, a dir poco, l’esemplare del “non devoto”. Mi confida che non conosce formule, né preghiere.

Sostando davanti alla chiesa, ho avuto varie volte l’occasione di osservare le persone che vi transitano davanti come Braghessa. Lui per andare al lavoro, ogni giorno passa davanti alla chiesa; uno sguardo alla porta, un ghiribizzo come segno di croce e un cenno del ginocchio, senza fermare il passo.

Ecco la preghiera quotidiana di Braghessa, che in un momento di sincerità mi confida: “A me basta. È il mio modo di pregare. Mi dà forza tutta la giornata. Un gesto che ripeto movendomi nel mio lavoro e gli do quell’indirizzo. Mi dico: Lui sa. Mi sento in pace quando ripeto, più col cuore che con le labbra, una di quelle espressioni che voi chiamate giaculatorie”.

Sto osservando e apprezzando tanti modi informali di pregare simili a quelli di Braghessa. Gente umile e laboriosa – analfabeti e mangiapreti, grossolani e bestemmiatori – che non sanno il rosario, né i salmi; ma al di là di semplici, quasi impercettibili segni o moti dell’animo, sanno che Dio vede e valuta il cuore che accompagna e impreziosisce ogni respiro ed ogni passo dell’uomo

Ciao da P. Andrea

Per richiedere copie dei libretti di padre Andrea Panont e per ogni approfondimento si può cliccare qui.

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