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Utensili / Pixabay CC0 - CentrArredo, Public Domain

L’occhio del falegname

“Pillola quotidiana” di padre Andrea Panont

C’era una volta, tanto tempo fa, in un piccolo villaggio, la bottega di un falegname. Un giorno, durante l’assenza del padrone, tutti i suoi arnesi da lavoro tennero un gran consiglio. Argomento: come migliorare i rapporti vicendevoli e realizzare una migliore vita comunitaria. Fu subito chiaro che la comunità così com’era non poteva funzionare. La presenza di alcuni tipi rendeva impossibile una convivenza in qualche modo vivibile. Bisognava iniziare coll’escludere dalla comunità degli utensili, un certo numero di utensili, i più insopportabili.

La seduta fu lunga e animata, talvolta anche veemente. Uno prese la parola: “Non c’è alcun dubbio che dobbiamo espellere la nostra sorella Sega, perchè morde sempre e fa scricchiolare i denti. Ha il carattere più mordace della terra. Rende la vita impossibile.”

Un altro intervenne: “Evidentemente non possiamo tenere fra noi la sorella Pialla; col suo carattere tagliente e pignolo spelacchia tutto quello che tocca. Non lo farà per cattiveria; ma comunque finchè c’è lei, non si può che vivere col cuore sospeso.”

“E che dire del fratel Martello?- protestò un altro. Ha un carattere pesante e violento, insopportabile; lo definirei un picchiatore. È urtante la sua aria di superiorità, il suo modo di ribattere continuamente e dà sui nervi a tutti. È meglio escluderlo per il bene nostro e suo.”

” E i chiodi? Si può vivere con gente così pungente? Che se ne vadano! E anche Lima e Raspa. A vivere con loro è un attrito continuo. E cacciamo anche la cartavetrata, la cui unica ragion d’essere sembra quella di graffiare il prossimo.”

“E cosa ci stanno a fare il Righello e il Cacciavite? gente senza personalità che ci è più di peso che di aiuto…”

Così discutevano, sempre più animosamente, gli attrezzi del falegname. Parlavano tutti insieme. Il martello voleva espellere il righello e il cacciavite, questi volevano espellere la lima e la pialla e tutti insieme esigevano l’espulsione del martello e dei chiodi, e così via. Alla fine della seduta tutti avevano espulso tutti.

La riunione fu bruscamente interrotta dall’arrivo del falegname. Tutti gli utensili tacquero quando lo videro avvicinarsi al bancone di lavoro. L’uomo prese un asse, lo segnò con il Righello e un Chiodo, poi lo segò con la Sega mordace. Lo piallò con la Pialla che spela tutto quello che tocca. Sorella Ascia che ferisce crudelmente, sorella Raspa dalla lingua scabra, sorella Cartavetrata che raschia e graffia, entrarono in azione subito dopo.

Il falegname prese poi i fratelli Chiodi dal carattere pungente e il martello che picchia e batte. Si servì di tutti i suoi attrezzi di brutto carattere per fabbricare una culla. Una bellissima culla per accogliere un bambino che stava per nascere.

Per accogliere la Vita.

Ciao da P. Andrea

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