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Foto: Zenit - HSM

“Lo sport al servizio dell’umanità”: al via domani congresso in Vaticano

Il cardinale Ravasi presenta l’evento promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura. Domani l’udienza dei convegnisti con il Papa

 

Perché un dicastero vaticano dovrebbe occuparsi di sport? “Il concetto di cultura oggi è antropologico, il più ampio possibile, trasversale”. Quindi lo sport rientra nell’ambito della cultura. “Come la musica si è trasformato in uno dei linguaggi universali, un valore, questo, sottolineato da papa Francesco”. Ovvero “una comunicazione senza interpreti che supera il linguaggio umano e, proprio per questo, ci interessa”.

Lo ha detto stamattina, il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, in occasione della presentazione, in Sala Stampa Vaticana, dell’evento Sport at the Service of Humanity (Sport al servizio dell’umanità), che si tiene dal 5 al 7 ottobre, che domani vedrà la sua apertura in aula Paolo VI, alla presenza del Santo Padre, e nel quale le persone con handicap fisici avranno un ruolo centrale. Tutti gli altri eventi si terranno nell’Aula Nuova del Sinodo.

Al congresso prenderanno parte una quindicina di leader religiosi, tra cui il delegato del patriarcato di Mosca; il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, rappresentanti ebrei e delle comunità islamiche italiane e straniere; l’arcivescovo anglicano di Canterbury, Justin Welby; il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban ki-Moon; il presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Thomas Bach.

L’evento includerà momenti di riflessione ed intermezzi musicali e sarà arricchito da coreografie e dalla partecipazione di atleti di fama internazionale.

Sono intervenuti alla conferenza stampa monsignor Melchor Sánchez de Toca y Alameda, sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura; Christian Deuringer, responsabile del Global Brand Management de Allianz SE; Mario Pescante, ambasciatore del Comitato Olimpico Internazionale all’ONU; il calciatore professionista di origine pakistana, Kashif Siddiqi, co-fondatore di Football for Peace.

Il cardinale Ravasi ha aggiunto che “da sempre lo sport nobile ed autentico è parte di quella categoria generale che i greci chiamavano la paideia, la formazione”. “Non è soltanto una competizione fisica ma di intelligenza ed abilità”. Nel gioco, infatti, ha sottolineato, vi è un elemento che si manifesta già nell’infanzia. Nello sport “si uniscono corpo e spirito, intelligenza e membra”. Per questo, l’esercizio fisico era chiamato dai greci askesis, ovvero ascesi, come se si trattasse di un’esperienza mistica.

Il terzo punto messo in luce dal porporato è che lo sport tuttora include, come succedeva anche in passato, la fede in un sentimento ampio, infatti si può dire che le olimpiadi dell’Antica Grecia erano atti di culto e di cultura. Ravasi ha pertanto invitato a “tornare allo sport come etica e spiritualità” e ha rimarcato la qualità delle Paralimpiadi, “come segno più alto che dimostra che persona può superare il dolore e le avversità”.

Da parte sua, Mario Pescante ha sottolineato il ruolo avuto nelle recenti Olimpiadi di Rio de Janeiro, dalla “squadra olimpica dei rifugiati, che ha ottenuto più applausi delle altre: questo è stato un messaggio forte”.

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