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Lo sguardo di Maria sul Pontificato di Papa Francesco

Intervista con l’arcivescovo Waclaw Depo, Metropolita di Częstochowa, sul pellegrinaggio in Polonia di Papa Francesco

Il pellegrinaggio di Papa Francesco in Polonia è stato un momento importante del suo Pontificato. Non si tratta solo del successo di partecipazione dei fedeli e dei giovani alla Giornata mondiale della Gioventù, ma della intimità spirituale, storica e religiosa con cui il Pontefice è riuscito ad entrare nel cuore dei polacchi.

Particolarmente intensa la visita di Papa Francesco alla Madonna di Czestochowa. Per saperne di più ZENIT ha intervistato l’arcivescovo Wacław Depo, il Metropolita di Częstochowa.

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La Santa  Messa presieduta dal Santo Padre Francesco a Jasna Góra è stato un momento speciale per Czestochowa e per la Polonia.  Qual è il suo parere in proposito?

Il punto centrale per capire Maria è l’inizio della sua vita pubblica, quando alle nozze di Cana chiede a Gesù di intervenire. Tanti parlano del “mistero di Cana”. Jasna Gora è chiamata “La Cana polacca”. Nell’omelia di Papa Francesco è risuonata forte la dimensione mariana Anche la dimnesione mariana della storia polacca. Il Papa ha parlato della fede provata, ha ricordato i martiri e suor Faustina Kowalska. Il Vescovo di Roma ha sottolineato la bontà materna di Maria ed il ruolo che ha avuto nella storia della Polonia. Possiamo dire che il Santo Padre ci ha mostrato il ruolo sociale che Maria ha avuto e potrà avere nella nazione polacca. Il Santo Padre ha ricordato che La Madonna di Jasna Gora a Czestochowa è la capitale spirituale della nazione polacca. Indicazione che san Giovanni Paolo II ha spiegato al mondo. Il Santo Padre Francesco era consapevole di essere nella terra e nella spiritualità di san Giovanni Paolo II e del servo di Dio il cardinale Stefan Wyszyński, già primate della Polonia. Quando papa Francesco è entrato nella Cappella di Jasna Góra le telecamere televisive hanno mostrato il suo sguardo rivolto verso Maria. Ecco, il punto centrale della visita del santo Padre a Jasna Góra. Nella Cappella della Madonna abbiamo visto l’incontro di due cuori, il cuore del papa e il Cuore di Maria, due sguardi e la realizzazione di due desideri. Il desiderio di Papa Paolo VI e di Papa Francesco. La visita del Santo Padre a Czestochowa è stata una sua richiesta personale. Il Vescovo di Roma  ha detto che desiderava guardare negli occhi di Maria. Il Santo Padre già nel suo discorso a Cracovia nel castello di Wawel ha detto che per la prima volta è arrivato in Europa centrale e orientale, ed è significativo  che la sua visita è partita proprio dalla Polonia.

Lei è il terzo vescovo nella storia dell’Arcidiocesi di Czestochowa, dopo il vescovo Stefan Barela e l’arcivescovo Stanislaw Nowak, ad accogliere un Pontefice in Polonia. Che cosa significa per Lei ?

Per me questo è stato un miracolo di Maria. Come Metropolita di Czestochowa vedo la visita del Santo padre come un dono di Dio. Papa Francesco era consapevole che dopo san Giovanni Paolo II e papa Benedetto XVI  era il terzo pontefice in visita in Polonia.

Come ha visto la visita del Santo Padre al lager di Auschwitz-Birkenau? 

La visita del Santo Padre in Auschwitz-Birkenau è stata una grande esperienza anche spirituale. Era necessario visitare questo posto. Come hanno detto Papa Giovanni Paolo II che Benedetto XVI: “Non potevo non venire qui” per incontrare il Golgota del nostro tempo. Nel lager di Auschwitz-Birkenau, nella cella di san Massimiliano Kolbe, con il suo silenzio Papa Francesco ci ha ricordato che la pace è un dono di Dio e il compito per i nostri tempi e per la nostra generazione. La preghiera in silenzio è il grido più acuto, un segreto tra Dio e l’uomo.

Il pellegrinaggio di Papa Francesco è stato definito da molti a dimensione “social”…

L’uomo è un essere sociale, bisogna ricordare la domanda che è nella parabola del Buon Samaritano: chi è il mio prossimo? Il Santo padre ci ha ricordato come e quanto sono importanti le azioni quotidiane di misericordia. Bisogna testimoniare la fede con tutta la dimensione della misericordia. Anche sul problema degli immigranti ha sottolineato due parole: saggezza e misericordia.

Lei è il Presidente del Consiglio per le Comunicazioni sociali presso la Conferenza episcopale polacca. Come ha visto il ruolo e il lavoro dei media durante il pellegrinaggio di Papa Francesco in Polonia?

I giornalisti e i media in maggioranza hanno realizzato la loro missione molto bene. I giornalisti hanno fatto il grande lavoro per aiutare i fedeli a partecipare al pellegrinaggio di papa Francesco. Per esempio il settimanale cattolico “Niedziela” ha preparato un sito speciale dedicato al Papa Francesco e alla Gmg. Durante i giorni del pellegrinaggio sul sito di Niedziela sono stati pubblicati in più di 300 articoli provenienti da agenzie di stampa e da parte dei giornalisti del settimanale. I redattori del portale di Niedziela hanno creato più di 20 gallerie fotografiche con 1.000 foto. Anche per gentile concessione della TV Polacca, su Portale son stati trasmessi in vivo tutti i principali eventi della GMG, quelli a cui ha partecipato il Papa.

Siamo lieti che questa informazione abbia raggiunto centinaia di migliaia di lettori in Polonia e in più di 100 paesi. Sul portale sono apparsi i filmati, i video preparati da TV “Niedziela” e materiali audio preparati nello studio della radio di “Niedziela”. Gli articoli e i commenti sul sito Facebook di  “Niedziela” hanno avuto una visualizzazione di 300.000 persone.

Allora, cosa deve secondo Lei rimanere in noi dopo il pellegrinaggio di Papa Francesco?

Penso che deve rimanere in noi la verità che Dio è Misericordia. La Giornata Mondiale della Gioventù ha portato una nuova luce di speranza per il mondo intero, e per noi. I polacchi devono ricordare il messaggio di  santa Faustina Kowalska, che ha scritto nel suo “Diario”, La Polonia sarà esaltata dalla  grazia di Dio ma deve rimanere salda nella fede”.

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