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Letture del Vangelo dell’anno A

Occupano un ruolo importante nella preparazione al battesimo

Nella sua rubrica di liturgia, padre Edward McNamara LC, professore di Liturgia e Decano di Teologia presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, risponde oggi a un lettore statunitense.

Come mai la Chiesa suggerisce di leggere le letture dal Vangelo per l’anno A anche negli anni B e C? Mi è stato detto che abbiano qualcosa a che fare con gli “scrutini; ma come? Cosa ha di particolare l’episodio della donna al pozzo rispetto alla storia della cacciata dal tempio dei venditori (terza domenica di Quaresima), o cosa rende il miracolo della guarigione del cieco nato più importante del dialogo tra Cristo e Nicodemo (quarta domenica di Quaresima)? E cosa hanno da fare con gli scrutini? Ci può spiegare? — E.L., Lake Zurich, Illinois (USA)

Il motivo principale per il quale le letture dell’anno A si possono usare sempre durante la Quaresima, in particolare nelle parrocchie in cui vi sono adulti che si preparano a ricevere i sacramenti dell’iniziazione cristiana nell’imminente Veglia di Pasqua, è di natura sia storica che pastorale.

Il tempo penitenziale della Quaresima si è sviluppato gradualmente nella Chiesa delle origini. Nel corso del IV secolo la Quaresima passò a Roma da una preparazione alla Pasqua di tre settimane a un periodo di 40 giorni, avente inizio con una domenica. Il Mercoledì delle Ceneri venne aggiunto in seguito.

All’inizio, nella liturgia venivano celebrate solo le domeniche. Man mano si aggiunsero specifiche forme liturgiche per il lunedì, mercoledì e venerdì. Questo perché si trattava dei giorni dedicati all’istruzione dei catecumeni che si preparavano ai sacramenti dell’iniziazione. Gli elementi essenziali di questa istruzione si trovano ancora oggi nella liturgia di questi giorni, e il rito attuale conserva inalterata la maggior parte delle tradizionali letture del Vangelo e alcune del Vecchio Testamento come sono state tramandate dalla forma straordinaria. Anche alcune interrogazioni e riti per l’iniziazione cristiana degli adulti avvenivano proprio in questi giorni. Poiché il battesimo degli adulti divenne poi sempre meno frequente, questi riti vennero incorporati nella prima parte dello stesso rito del battesimo.

Una specifica Messa quaresimale per il martedì e il sabato si aggiunse due secoli più tardi mentre fino all’ottavo secolo non c’è un testo specifico per il giovedì.

L’attuale anno A è fondamentalmente una preparazione al battesimo. La prima domenica di Quaresima si usa il testo delle tentazioni di Cristo secondo Matteo, la seconda domenica quello della Trasfigurazione sempre secondo Matteo. Nella terza domenica si legge l’episodio della Samaritana (Giovanni 4,5-42), la quarta domenica l’episodio del nato cieco (Giovanni 9,1-41) e infine la quinta Domenica si proclama la resurrezione di Lazzaro (Giovanni 11,1-45). La domenica delle Palme conclude il ciclo quaresimale delle letture domenicali con il racconto della Passione.

L’unico ciclo annuale della forma straordinaria usa altre letture per le domeniche di Quaresima. Le prime due settimane sono le stesse, la terza domenica si utilizza Luca 11, in cui si racconta la scacciata dei demoni. La quarta domenica è tratta da Giovanni 6, cioè la moltiplicazione dei pani e dei pesci. La settimana seguente, detta ‘Domenica della Passione’, viene letto Giovanni 8,46-59. In questo brano Gesù promette di donare la vita eterna a coloro che osservino la sua parola e inoltre manifesta praticamente la propria divinità, dicendo “Prima che Abramo fosse, io sono.”  La sesta domenica è la Domenica delle Palme con il racconto della Passione.

Il ciclo A usato oggi nella forma ordinaria è molto probabilmente quello più antico. Ci sono chiare evidenze di questo negli scritti di Sant’Ambrogio (337-397). Lo provano inoltre manoscritti provenienti da tutte le parti d’Italia (cioè al di fuori di Roma), dalla Francia e dalla Spagna. Il cambiamento nel rito romano è probabilmente dovuto a un cambio nella pratica degli scrutini che prese piede a Roma intorno alla fine del VI secolo. A Roma vi erano originariamente tre scrutini tenuti nella terza, quarta e quinta Domenica di Quaresima. Verso metà del VI secolo il numero di scrutini salì da tre a sette e tutti venivano celebrati nei giorni feriali. Perciò le vecchie formule e letture domenicali collegate agli scrutini vennero semplicemente rimpiazzate da altre, non specificatamente collegate alla preparazione all’iniziazione.

Il ciclo A ci prepara quindi alla Pasqua e al battesimo con il tema del superamento delle tentazioni. Come insegna Sant’Agostino, la Trasfigurazione rivela che la Legge e i profeti rendono testimonianza della verità del Vangelo riceve a testimoni. Le altre Domeniche rispecchiano la progressiva rivelazione di Cristo e del messaggio cristiano  per coloro che riceveranno “l’acqua della vita”,  la “luce del mondo” e la “risurrezione e la vita”.

Questo non significa che le letture degli altri cicli non possano adattarsi al tema battesimale. Ma per i testi tradizionali parlano sia il peso dei secoli che il gran numero di commentari dei Padri della Chiesa, che manca per gli altri testi.

Queste riflessioni ci aiuteranno a comprendere la spiegazione offerta circa le letture quaresimali nell’introduzione al Lezionario.

“A. Domeniche

“97. Le letture del Vangelo sono così distribuite:

“Nelle domeniche prima e seconda rimangono le narrazioni della Tentazione e della Trasfigurazione del Signore; la lettura fatta nella stesura dei tre sinottici.

“Nelle tre domeniche seguenti sono ripresi, per l’anno A, i brani evangelici della Samaritana, del cieco nato e della risurrezione di Lazzaro; considerata poi la grande importanza di questi brani in rapporto all’iniziazione cristiana, è data possibilità di leggerli anche negli anni B e C, specialmente se ci sono dei catecumeni.

“Tuttavia, per gli anni B e C son riportati anche altri testi, e cioè: per l’anno B, un testo di Giovanni sulla futura glorificazione di Cristo attraverso la croce e la risurrezione; per l’anno C, un testo di Luca sulla conversione.

“Nella domenica “delle palme e della Passione del Signore”, per la processione sono scelti, dai tre Vangeli sinottici, testi riferiti all’ingresso solenne di Gesù in Gerusalemme; alla Messa invece si legge il racconto della Passione del Signore.

“Le letture dell’Antico Testamento si riferiscono alla storia della salvezza, uno dei temi specifici della catechesi quaresimale. Si ha così, per ogni anno, una serie di testi, nei quali sono presentate le fasi salienti della storia stessa, dall’inizio fino alla promessa della Nuova Alleanza.

“Le letture dell’Apostolo sono scelte con il criterio di farle concordare tematicamente con quelle del Vangelo e dell’Antico Testamento, e presentarle tutte nel più stretto rapporto possibile fra di loro.

“B. Ferie

“98. Le letture del Vangelo e dell’Antico Testamento, così come sono scelte, si corrispondono e si richiamano a vicenda, e trattano i vari temi propri della catechesi quaresimale in armonia con la spiritualità di questo tempo.

“Dal lunedì della quarta settimana è proposta la lettura semicontinua di Giovanni, con testi di questo Vangelo che corrispondono più pienamente alle caratteristiche della Quaresima.

“Quanto alle letture della Samaritana, del cieco nato e della risurrezione di Lazzaro, che ora si fanno in domenica, ma solo nell’anno A (per gli anni B e C sono infatti soltanto facoltative), si è trovato il modo di riprenderle anche nelle celebrazioni feriali, inserendo, all’inizio delle settimane terza, quarta e quinta, un formulario di “Messa ad libitum” con questi testi: formulario che si può usare, in luogo di quello fissato, in qualsiasi giorno della settimana corrispondente.

“Nei primi giorni della Settimana santa le letture sono tutte riferite al mistero della Passione. Per la Messa crismale le letture illustrano il compito messianico di Cristo e la sua continuazione nella Chiesa per mezzo dei sacramenti.”

[Traduzione dall’inglese a cura di Maria Irene De Maeyer]

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I lettori possono inviare domande all’indirizzo liturgia.zenit@zenit.org. Si chiede gentilmente di menzionare la parola “Liturgia” nel campo dell’oggetto. Il testo dovrebbe includere le iniziali, il nome della città e stato, provincia o nazione. Padre McNamara potrà rispondere solo ad una piccola selezione delle numerosissime domande che ci pervengono.

About Edward McNamara

Padre Edward McNamara, L.C., è professore di Teologia e direttore spirituale

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