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“Les Ogres” vince il Pesaro Film Festival

Trionfo francese alla 52.a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Menzione speciale per il film italiano “Per un figlio” e quello ceco “David”

Nella serata di ieri, sabato 9 luglio, si è svolta la premiazione del Concorso Pesaro Nuovo Cinema, nell’ambito della 52.a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. La giuria, presieduta dal regista Roberto Andò e composta da sedici studenti provenienti dalle Università di cinema italiane ha assegnato dopo intense discussioni il Premio Lino Micciché a Les Ogres di Léa Fehner.

Il film francese ha colpito e stupito per l’efficacia con cui ha saputo raccontare le molteplici sfumature della vita, che prendono forma nella rappresentazione di un variopinto gruppo teatrale itinerante. Tra le motivazioni ufficiali si legge: “Per la sua narrazione acrobatica e dinamica che avvolge lo spettatore in un girotondo di note, colori ed emozioni e per l’incisività dei dialoghi che restituiscono la malinconia dell’esistenza”, dando quindi grande valore ad una sceneggiatura capace di attrarre ed intrappolare lo spettatore, nonostante le quasi due ore e mezza di durata.

La pellicola è infatti incentrata su una vivace compagnia teatrale che, nel mettere in scena Chechov, viaggia di città in città con il proprio tendone da circo. La finzione scenica del loro lavori però si intreccia con la vita reale degli attori, in un crescendo di tensioni e situazioni che variano dal grottesco al drammatico.

La giuria ha inoltre deciso di assegnare due menzioni speciali all’italiano Per un figlio di Suranga Deshapriya Katugampala e al ceco David di Jan Tesitel. Per un figlio è l’emozionante racconto del rapporto/conflitto tra una madre ed il figlio cingalesi. Oltre alla capacità di farsi autentico ritratto sociale, senza cadere nel pietismo, il film ha il suo centro di forza nell’interpretazione della protagonista, che “racchiude nei suoi affanni e nei suoi sguardi silenziosi la fatica del percorso verso una piena multiculturalità”.

A spingere la giuria a dare una menzione speciale a David è stata invece l’incredibile coerenza stilistico-formale che il regista ha saputo strutturare, pur trattandosi di un’opera prima. Anche in questo caso, il film deve molto al suo attore protagonista “in grado di far emergere con estrema verità la complessità del suo personaggio e ad imprimere al film una tensione psicologica sempre vibrante”.

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