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Le sostituzioni che spingono il mondo verso la falsità

Si allontana dal cielo, se non per ritornarci ai primi temporali che colpiscono i cuori degli uomini

Mi ha colpito in questi giorni un tweet del teologo Mons Costantino Di Bruno che vi propongo nella sua interezza: “La Parola è sostituita dalle parole, la Verità dalle verità, la Sostanza dagli accidenti, il Pensiero dai pensieri”. In meno di centoquaranta caratteri il sacerdote, di cui nei prossimi giorni leggerete la recensione di un mio libro su diversi suoi tweet sapienziali, lancia uno degli allarmi più pericolosi della storia attuale. Un allarme provocato ogni giorno da ognuno di noi, ignaro della falsità che abitualmente si sostiene e si garantisce. Le crepe sociali, politiche, economiche, familiari si alimentano dalle mille sostituzioni giornaliere, che l’uomo adatta da esperto giocoliere della vita. Oggi sembra che convenga l’incertezza alla certezza, mentre però si predica l’opposto. I punti cardine del pensiero umano sono diventati intercambiabili e spesso le conquiste non sono il graduale cammino della mente umana, ma gli strumenti per cancellare le radici che le appartengono. Si rischia così nel crescere di avvertire continue scosse telluriche sotto ogni cosa raggiunta. È anche così nel campo religioso. L’uomo è sempre lo stesso. La malattia del secolo è difatti riscontrabile perfino in un atto consueto della società odierna, che si sente autorizzata a confezionarsi a misura la sua religione. Chiunque di noi compie senz’altro un percorso di fede unico ed individuale, ma le sue direttrici costanti e universali, non possono non essere quelle indicate dalla verità vangelo in ogni sua espressione.

Uscire da esse significa prima o poi sbandare, sbagliare, barcollare, cadere, morire. Senza la bussola, già verificata dalla storia con la venuta del Messia, è possibile ritrovarsi a decidere solo da se stessi, quali verità accogliere e quali rifiutare, quali vivere e quali negare come verità della propria fede. La diversità, la libertà, la varietà, non sono in pericolo dinnanzi ai pilastri esistenziali che ci ha consegnato il cammino di Gesù verso Gerusalemme, dove morendo in croce ci ha aperto alla vera luce dell’umanità. Un lasciapassare per permetterci di poterla cambiare, sostenere, guidare, migliorare, redimere. Il mondo dimentica facilmente; ama costruirsi altri paradisi; si allontana dal cielo, se non per ritornarci ai primi temporali che colpiscono i cuori degli uomini. Una sosta nella paura e poi si continua ad ignorare la propria eternità interiore, in cambio della più sofisticata realtà. Ed ecco che ritorna il messaggio del tweet iniziale. La Parola delle scritture viene macinata assieme ad altre filosofie del momento; La Verità di Cristo, colorata da mille sfumature diventa un arcobaleno incontrollato; la sostanza delle cose si sbiadisce nella casualità più opportuna, che si trasforma alla fine in un fondamento primario; lo stesso Pensiero illuminato dalla sapienza cristiana si incanala verso mille rivoli incontrollati. Le fratture aumentano nel contesto storico – sociale e divengono nel tempo insanabili. Noi cattolici dovremmo esserne ben consapevoli. La storia della nostra religione ci insegna che ogni frattura non si ricompone più, specie se profonda e duratura.

Leggo, tra l’altro, in uno scritto di mons. Di Bruno sull’argomento: “Certe fratture hanno prodotto lo sfaldamento della frattura madre in mille altre piccole fratture, la cui ricomposizione è impossibile. La ‘Sola Scrittura’ introdotta dal Protestantesimo nella fede, che così veniva liberata da ogni autorità esterna di controllo e di verifica, ha generato la moltiplicazione delle chiese, delle comunità, delle spiritualità, la cui fede in molte di esse non è più neanche cristiana ed in altre neanche più si può parlare di fede teistica, essendo vera fede nella natura. Ciò che esplode non si ricompone più”. L’uomo ha alterato il significato profondo delle parole, per superare il suo legame indissolubile con il Signore e diventare artefice assoluto del valore di ogni contesto umano, sia esso sollecitato dalla sapienza divina, sia frutto di un cammino che parta da lontano. Prendiamo ad esempio una strofa del canto degli Angeli che l’evangelista Luca riporta, citando l’annuncio della nascita di Gesù ai pastori di Betlemme: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace sulla terra agli uomini, che egli ama”. L’uomo oggi, predicatore quotidiano di pace, si riconosce nel senso alto di queste parole? Ho i miei dubbi! Dimentica spesso che l’amore di Dio per noi è la radice della pace che trova la sua dimora stabile e sicura, solo nella conoscenza e accoglienza di Cristo. Oltre non c’è pace, ma solo convenzioni umane tarate sulle convenienze del momento. Basta guardare ai focolai di guerra in Europa e nel Medio Oriente, che in questi giorni riportano il genere umano verso un mondo malato e guerrafondaio. È così chiaro! Le armi tacciono solo per essere ricaricate, magari altrove. Ovunque riprendano a spegnere una sola vita, lì ci siamo comunque noi, perché fratelli nella sostanza e non negli accidenti. È ora di riscoprire nella fede l’unità della Parola, che consente, se vissuta pienamente, di percepire il significato profondo della libertà e della ingegnosità umana, per abbellire il mondo dal di dentro e ridurre le sostituzioni dei principi universali, che spingono il mondo verso la falsità.

Chi volesse contattare l’autore può scrivere al seguente indirizzo email:  egidio.chiarella@libero.it. Per ulteriori informazioni: www.egidiochiarella.it. Per ordinare l’ultimo libro di Egidio Chiarella si può cliccare qui.

About Egidio Chiarella

Egidio Chiarella, pubblicista-giornalista, ha fatto parte dell'Ufficio Legislativo e rapporti con il Parlamento del Ministero dell'Istruzione, a Roma. E’ stato docente di ruolo di Lettere presso vari istituti secondari di I e II grado a Lamezia Terme (Calabria). Dal 1999 al 2010 è stato anche Consigliere della Regione Calabria. Ha conseguito la laurea in Materie Letterarie con una tesi sulla Storia delle Tradizioni popolari presso l’Università degli Studi di Messina (Sicilia). E’ autore del romanzo "La nuova primavera dei giovani" e del saggio “Sui Sentieri del vecchio Gesù”, nato su ZENIT e base ideale per incontri e dibattiti in ambienti laici e religiosi. L'ultimo suo lavoro editoriale si intitola "Luci di verità In rete" Editrice Tau - Analisi di tweet sapienziali del teologo mons. Costantino Di Bruno. Conduce su Tele Padre Pio la rubrica culturale - religiosa "Troppa terra e poco cielo".

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