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Le ragioni della Vita: associazioni e studiosi a confronto

Carlo Casini e i fondatori della Quercia Millenaria tra i relatori della conferenza “Voglio prendermi cura di te”, in programma domenica a Mestre

Si intitola Voglio prendermi cura di te. Ragioni ed esperienze a favore della vita e sarà una particolare occasione di approfondimento, in programma la mattina di domenica 22 maggio a Mestre, sui temi della cultura della vita.

L’evento, aperto a tutte le persone interessate, è promosso dal Patriarcato di Venezia, dalla Città di Venezia, dal Forum Veneto delle Associazioni Familiari, dal Movimento per la Vita e dalla Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma.

Sede dell’appuntamento mestrino, che si terrà dalle ore 9 alle 12 sarà l’aula magna dell’Istituto Salesiano San Marco (Via dei Salesiani 15, Mestre); a seguire, alle ore 12.15, si terrà la Santa Messa presieduta dal vicario generale del Patriarcato don Angelo Pagan.

L’appuntamento desidera proporsi come momento di riflessione sulle ragioni che muovono la tutela della vita, soprattutto quando essa si presenta più fragile e indifesa.  Sono in programma le relazioni di:

  • Stephan Kampowski, ordinario di antropologia filosofica presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II che parlerà sul tema La tutela della vita quale fondamento di civiltà: visioni antropologiche a confronto;
  • Carlo Casini, già magistrato e presidente del Movimento per la Vita, con la relazione su La vita: coscienza, azione e biopolitica;
  • Sabrina e Carlo Paluzzi, presidente e vice-presidente dell’associazione La Quercia Millenaria”, che parleranno su Amare la vita: la forza della testimonianza.

Modera la bioeticista Elisabetta Bolzan. I relatori proporranno, ciascuno nel proprio ambito (antropologico, etico-giuridico e assistenziale), una riflessione sui tema della tutela della vita e sulle ragioni che spingono ad assumere con coraggio un nuovo stile di vita che s’esprima nel porre a fondamento delle scelte concrete – a livello personale, familiare, sociale e internazionale – la giusta scala di valori: il primato dell’essere sull’avere, della persona sulle cose. Questo rinnovato stile di vita implica anche il passaggio dall’indifferenza all’interessamento per l’altro e dal rifiuto alla sua accoglienza.

 

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