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The enciclica Laudato sii

Foto © ZENIT

Le parrocchie, oasi di comunicazione e di pace

Un intervento di p. Pedro Barrajón L.C. in merito alle implicazioni della “Laudato Si’” come risposta cristiana alle grandi questioni del nostro tempo

La precarietà psicologica, emotiva e sociale dell’uomo contemporaneo affonda le radici in una concezione di vita che ha prodotto un crescendo di squilibri e turbative esistenziali: sgretolamento delle comunità, indebolirsi dei legami interpersonali, sostituzione della solidarietà con il dogma economico della competizione, affievolirsi del sentimento religioso minacciato da un secolarismo strisciante…

La progressiva riduzione degli spazi e dei centri di aggregazione deve porsi anch’essa tra le negative conseguenze di tale stato di cose, compromettendo le possibilità d’incontro e di socializzazione soprattutto per le due categorie che ne avrebbero più bisogno: i giovani e gli anziani.

In un contesto di questo genere, assume ancora più rilievo la funzione delle parrocchie, che non sono soltanto luoghi di preghiera, ma anche spazi di contatto quotidiano tra gli operatori pastorali e i fedeli; d’interazione con associazioni, gruppi e movimenti; di iniziative umanitarie ed eventi pastorali. Per dare a tutti l’opportunità di crescere non solo nelle relazioni amicali, ma anche in un percorso personale di crescita spirituale e sociale.

Si manifesta perciò una rinnovata attenzione verso queste punte avanzate della “Chiesa in uscita”, che consentono alla Chiesa di rendere visibile la sua presenza sul territorio e nella vita quotidiana della gente. In sintonia con i valori del suo magistero, declinato secondo i principi dell’ecologia umana.

Quest’ultima prospettiva, in linea con le indicazioni dell’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, è attualmente oggetto di una campagna di sensibilizzazione promossa dal CESAB (Centro Ricerche in Scienze Ambientali e Biotecnologie) per lo sviluppo di “buone pratiche” in campo ecologico e sociale, al fine di favorire una gestione razionale ed efficiente delle risorse nelle parrocchie e negli enti religiosi.

Dal volumetto di recente pubblicazione edito dal CESAB, intitolato Chiesa, Scienza, Impresa – Il percorso comune tracciato dalla Laudato si’ (Atti del convegno di pari titolo, svoltosi presso la Diocesi di Frascati il 16 novembre 2015), proponiamo una sintesi dell’intervento di P. Pedro Barrajón L.C., direttore dell’Istituto Sacerdos Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, significativamente intitolato: Le parrocchie e le sfide della Laudato si’.

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In questo mio intervento vorrei offrire alcune riflessioni sulla parrocchia come luogo privilegiato dove vivere il Vangelo della creazione di cui parla Papa Francesco nell’Enciclica Laudato si’.

Romano Guardini (più volte citato nell’Enciclica), nelle sue conferenze tenute nel 1963 presso l’Università di Monaco di Baviera, affermava: “Ancora nel secolo XIX, e in parte anche agli inizi del secolo XX, l’uomo aveva la sensazione che la terra fosse inesauribile. Ma è una legge basica che non esiste nessuna azione che non sia seguita da una reazione. Diventa urgente un nuovo atteggiamento che ispiri l’orientamento della vita…”.

Guardini era profeta di ciò che Papa Francesco afferma oggi nella Laudato si’. Nell’Enciclica il Papa parla dei problemi relativi all’inquinamento e ai cambiamenti climatici, ai quali si accompagnano il deterioramento della qualità di vita e la degradazione sociale. Il Papa chiede quindi di operare un cambiamento culturale per guardare la realtà con occhi nuovi, con più attenzione al Creato.

La parrocchia deve diventare quel luogo dove i cristiani prendono coscienza di ciò che sta accadendo, non in chiave catastrofista ma realista. Una giusta e approfondita catechesi sul tema del Creato e della responsabilità cristiana sarà determinante per una nuova cultura rispettosa della creazione di Dio.

La parrocchia, più di ogni altra istituzione ecclesiale, ha un influsso nella vita quotidiana, aiutando le persone nella creazione di relazioni positive, creando reti di appartenenza dove è possibile crescere da un punto di vista culturale e spirituale. La parrocchia potrà diventare il laboratorio di un’ecologia vissuta nel quotidiano, favorendo anche interventi delle autorità civili per migliorare la vita delle persone.

La parrocchia potrà essere di grande aiuto per scongiurare l’esperienza dell’anonimato che si vive nelle grandi città. Un luogo di personalizzazione, dove ogni individuo è apprezzato come immagine di Dio al di là delle divisioni sociali, culturali o razziali.

Nell’emergenza emigrazione, la parrocchia può diventare strumento di aiuto reciproco per una sana e armoniosa integrazione culturale, lavorativa e sociale. E poiché l’ecologia umana implica una necessaria relazione con la legge morale iscritta nella natura dell’uomo, è anche importante che la parrocchia possa aiutare le persone a riscoprire il senso etico dell’esistenza, che è alla base del rispetto con cui trattare se stessi e gli altri, ma anche il Creato come manifestazione di Dio.

La Laudato si’ afferma che la crisi ecologica è collegata al “paradigma tecnocratico dominante”. Nel riconoscere gli apporti positivi della tecnica per il miglioramento delle condizioni di vita dell’uomo, si pone la questione del suo uso per il bene comune e non per scopi di dominio e distruzione. La tecnica deve essere integrata all’interno di una visione armonica della persona, al servizio del piano divino.

La parrocchia diventa, a questo punto, un luogo di umanizzazione e umanità, aiutando le persone ad utilizzare la tecnica nell’ambito di quella che Benedetto XVI definiva la “dimensione spirituale”. Ciò riguarda, in particolare, gli strumenti della tecnica applicabili all’evangelizzazione. I moderni mezzi di comunicazione, Internet, le reti sociali sono strumenti che possono offrire un notevole contributo alla diffusione della dottrina della Chiesa.

Sappiamo che questi mezzi devono essere usati con prudenza. Ma le parrocchie non li possono ignorare. Questo comporta che ci siano alcune persone che offrano le loro competenze per creare i siti web delle parrocchie e per usarli efficacemente ai fini della diffusione delle attività parrocchiali. Ma accanto a queste competenze, anzi in modo prioritario, i sacerdoti e gli operatori pastorali dovranno essere pieni di zelo per comunicare il Vangelo.

La conversione ecologica presuppone una profonda conversione interiore. Nella parrocchia si dovrà vivere la pedagogia della santità come sfida per il mondo di oggi e come risposta cristiana alle grandi questioni del nostro tempo, inclusa quella ecologica.

Le parrocchie favoriranno le virtù cristiane come la sobrietà, l’umiltà, la gratuità, la condivisione. Le parrocchie formeranno gli spiriti per essere oasi di pace in un mondo nel quale incombe in modo ricorrente la tentazione della violenza. Ogni parrocchia dovrà favorire attività e iniziative che siano nella linea della costruzione della pace, all’interno delle famiglie e delle coscienze.

In considerazione dell’importanza del parroco come guida della comunità cristiana che si crea intorno alla parrocchia, sarebbe lodevole che i parroci e i loro collaboratori ricevessero un’adeguata formazione in ambito ecologico, anche con il sostegno di organismi competenti come le Università cattoliche e pontificie.

 

 

 

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