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Le gravi conseguenze dell’adozione a coppie omosessuali

La sentenza del Tribunale dei minori di Roma scavalca il Parlamento e mina l’identità dell’adozione, che è una forma di tutela per la vita esistente a favore del minore

La settimana scorsa è stata rilasciata una sentenza che può avere serie ripercussioni, in materia di adozioni, nell’ambito della giurisdizione italiana. Un giudice ha accettato il ricorso di una donna di diventare genitore adottiva della figlia della sua compagna (sposata all’estero), la quale 5 anni fa era diventata madre biologica di una bambina concepita (sempre all’estero) con la pratica della fecondazione eterologa.

Il primo elemento da notare è che tutto è avvenuto all’estero (matrimonio, concepimento), per poi richiedere il riconoscimento della patria potestà adottiva in Italia, uno Stato che non consente l’adozione alle coppie omosessuali. Anche non essendo giuristi, sembra davvero difficile capire quale sia stato il filo logico che abbia condotto la decisione del giudice che ha emesso la sentenza. La motivazione della sentenza riportava che la decisione è stata presa per il bene del minore e questa possibilità è stata possibile per il fatto che la nostra legislazione sembra che non sia abbastanza chiara per quanto riguarda il diritto alla genitorialità adottiva per i compagni che hanno una relazione con una donna, che ha avuto un figlio attraverso la fecondazione assistita.

La prima cosa sorprendente è il buco legislativo del Parlamento italiano che ritarda continuamente l’emanazione di leggi in materia di adozione per queste nuove situazioni. A novembre dello scorso anno un giudice del Tribunale di Bologna affidava una bambina di tre anni ad una coppia omosessuale, qualche mese fa una sentenza della Corte costituzionale considerava legittima la fecondazione eterologa, adesso un Tribunale accetta l’ adozione ad una coppia omosessuale.

Alcune leggi non fanno più riferimento alle varie situazioni presenti nella società odierna. La combinazione di fecondazione eterologa e l’adozione delle coppie dello stesso sesso è una situazione che si è presentata solo negli ultimi tempi. Il Parlamento e la politica si rifiutano di affrontare la questione, per timore di perdere consensi elettorali o per vincoli imposti dalle istituzioni europee.

Questa sentenza, può avere gravi conseguenze per tantissime coppie italiane che sono in lista di attesa per l’adozione internazionale. Molti Paesi rifiutano di dare i loro figli a nazioni che permettono l’adozione a coppie omosessuali. La vicenda del blocco delle adozioni dei bambini congolesi è un esempio eloquente. Lo situazione di stallo era nata proprio per verificare la presenza di un caso mascherato di odozione a coppie omosessuali. Un altro esempio è il blocco delle adozioni da parte della Federazione russa, che ha chiuso le sue porte a Paesi come Stati Uniti, Canada e Francia che consentono nei loro Stati l’adozione a coppie omosessuali.

Il rischio è quello di minare l’identità dell’adozione, che è prima di tutto una forma di tutela per la vita esistente a favore del minore. L’adozione è una pratica antitetica rispetto alla fecondazione omologa o eterologa, perchè si assume (attraverso dei genitori che offrono la loro disponibilità in virtù della fecondità spirituale) di prendersi cura di un bambino abbandonato da tutto un contesto sociale precario. La sterilità biologica di un uomo e di una donna non pùo essere paragonata alla sterilità di una coppia omosessuale che è impedita dal concepito della vita per questioni intrinseche alla natura umana.

Un essere umano nasce dall’unione tra un uomo e un donna. Questo unità tra uomo e donna diventa il principio della vita nascente ed un presupposto imprescindibile per la crescita e la formazione umana. Nell’adozione avviene la disgiunzione tra la madre e il padre biologico (che danno la vita) ed i genitori adottivi che si prenderano cura del figlio (per educarlo alla vita). Questo avviene perchè si rimedia ad una situazione di disagio e di sofferenza di cui non è giusto che si prendono carico i più deboli ed indifesi, i bambini.

Affidare la crescita e l’educazione a due persone delle stesso sesso, significa far venire meno al bambino quelle caratteristiche complementari per una crescita ordinata e armoniosa. Due uomini non saranno in grado di trasmettere al bambino quelle caratteristiche di dolcezza e affetto tipiche del mondo femminile. Due donne non riusciranno mai ad esercitare verso il bambino quella autorità caratteristica della figura maschile. Per questo non si può fare appello a statistiche o a pregiudizi (come faceva riferimento la sentenza). È sufficiente un naturale spirito di osservazione per capire come sia indispensabile per un bambino, avere una padre e una madre capaci di educarlo e accompagnarlo nella vita. Le caratteristiche maschili e femminili sono fondamentali per una sana crescita ed un equilibrato sviluppo umano e spirituale.

L’ausipico e la speranza è che il Parlamento legiferi presto in materia di adozione per ridurre i tempi di attesa di tanti bambini che aspettano di avere una famiglia composta da un uomo e una donna legati da un saldo vincolo matrimoniale.

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