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Raimondo Lullo

Le dimissioni di Benedetto XVI e Raimondo Lullo

Mercoledì prossimo l’inaugurazione dell’esposizione “Raimundus, Christianus Arabicus: Raimondo Lullo e l’incontro fra culture”, presso la cripta della Basilica di Sant’Antonio, a Roma

Il maiorchino Raimondo Lullo verso il 1284 scrisse il Romanç d’Evast e Blaquerna – normalmente conosciuto con il titolo abbreviato Blanquerna – il cui protagonista abbina una profonda vita spirituale e un’organica opera di riforma della Chiesa. Eletto pontefice reimposta anche la Curia romana e alla fine si dimette per ritirarsi a vita eremitica. Leggendo tale opera il pensiero va certamente a Celestino V ma anche a Benedetto XVI che l’11 febbraio 2013 annunciò le sue dimissioni e da quel momento ritiene suo compito principale la preghiera d’intercessione per la Chiesa. Anche a questo motivo risulta interessante leggere quanto padre Amando Trujillo Cano ha scritto a proposito di tale racconto di Lullo.

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Il papa Blaquerna percepiva sempre più il desiderio di dedicarsi alla vita eremítica, inclinazione che lo accompagnò fin da quando dispose di realizzare la propia vocazione. E tale desiderio andò crescendo ogni qualvolta assunse nuove responsabilità ecclesiali realizando importanti riforme non solo per la Chiesa ma anche per l’intera società.

Ora, mentre stava riunito assieme a tutti i cardinali in un concistoro segreto, propose di creare il ministero – nel senso etimológico di servizio – dell’orazione il cui responsabile se sarebbe dedicato alla vita contemplativa onde pregare il Signore affinché mantenesse l’ecellente stato di riforma in cui si trovava il papato e la corte romana. E questo finalizzato alla maggior gloria del Signore e per l’esaltazione della fede cattolica. Quando i cardinali ascoltarono tale proposta, e la supplica che accogliessero la sua renuncia al papato per dargli tale ufficio dell’orazione, inmediatamente cercarono di dissuaderlo con vari argomenti ai quali Blaquerna rispose che avessero misericordia di lui. Solo davanti a questa pressante richiesta i cardinali accolsero le sue dimissioni, fatto che rallegrò Blaquerna perché così potè realizzare il proprio desiderio di dedicarsi alla contemplazione nella vita eremítica. Chiese la benedizione dei cardinali e li ringraziò per il loro appoggio; inmediatamente dopo si ritirò a vita eremítica. I cardinali allora elessero come pontefice il cardinale “Laudamus te” .

Questo traguardo del percorso vocazionale di Balquerna  richiama in certo modo l’idea di perfezione che Walter Map – membro della commissione esaminatrice  dei Valdesi durante il concilio Lateranense III  (5-19 marzo 1179) – contrapponeva a quella propagandata dai nuovi gruppi religiosi da lui considerata falsa perché vedeva che normalmente mentre al momento della richiesta della conferma papale di presentavano umili, essi abbandonavano presto gli originali propositi appena la famma della loro santità li faceva oggetto di donazioni e privilegi. Tra questi Walter Map collocava Cistercensi, Templari e gli Ospedalieri. Secondo Walter Mapp il criterio di santità era inconfondibilmente quello della perfecta caritas esemplificata in tre eremiti che si distinguevano per la «leticia perfectae caritatis» contrapposta ai «ypocrites tristes».

Mercoledì 22 febbraio 2017, alle ore 18,30, a Roma presso la cripta della Basilica di Sant’Antonio (Roma, via Merulana, 124) si terrà la cerimonia inaugurale dell’esposizione Raimundus, Christianus Arabicus: Raimondo Lullo e l’incontro fra culture, organizzata dalla Pontificia Università Antonianum in collaborazione con Instituto Europeo del Mediterráneo e Sapienza Università di Roma. L’esposizione, allestita in occasione del settimo centenario della morte di Raimondo Lullo, ripercorre la vita e l’opera del pensatore maiorchino, con l’intento di porne in evidenza la capacità di dialogo con il mondo musulmano, in un’epoca in cui il Mediterraneo era spazio tanto di conflitti quanto di scambi commerciali.

Maggiori informazioni in http://antonianum.eu/it/news/4864/Raimundus–Christianus-Arabicus

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