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“Le calamità e le traversie passano, soltanto la Parola del Signore rimane…”

Durante l’Angelus, papa Francesco si sofferma sulla fine dei tempi, invitando a diffidare di veggenti e oroscopi, perché il Signore è “presenza costante nella nostra vita”

L’incontro con il Signore risorto. È questa la parte “essenziale” del Vangelo di oggi, su cui papa Francesco, durante l’Angelus in piazza San Pietro, ha voluto catturare l’attenzione dei fedeli. San Marco descrive il discorso che Gesù fece a Gerusalemme, prima della sua ultima Pasqua, a proposito degli “avvenimenti ultimi della storia umana, orientata verso il pieno compimento del regno di Dio”.

Come spiega Francesco, questo discorso “contiene alcuni elementi apocalittici, come guerre, carestie, catastrofi cosmiche”. Ma il nocciolo del messaggio evangelico è “il mistero della persona e della morte e risurrezione” di Gesù, e “il Suo ritorno alla fine dei tempi”.

Del resto, “la nostra meta finale è l’incontro con il Signore risorto – prosegue -. Noi non attendiamo un tempo o un  luogo, ma andiamo incontro a una persona: Gesù”. Il Pontefice invita dunque a riflettere non su “quando” o “come” avverrà questo incontro, ma sul “come dobbiamo comportarci, oggi, nell’attesa”. Perché “siamo chiamati a vivere il presente, costruendo il nostro futuro con serenità e fiducia in Dio”.

Un presente all’insegna della speranza, quella virtù – commenta – “tanto difficile da vivere, la più piccola da vivere ma la più forte”. Speranza che è quella del “volto del Signore risorto”, che “manifesta il Suo amore crocifisso trasfigurato nella risurrezione”. Papa Bergoglio sottolinea che “il trionfo di Gesù alla fine dei tempi sarà il trionfo della Croce, la dimostrazione che il sacrificio di sé stessi per amore del prossimo, ad imitazione di Cristo, è l’unica potenza vittoriosa e l’unico punto fermo in mezzo agli sconvolgimenti e alle tragedie del mondo”.

Un punto fermo che è “presenza costante nella nostra vita”. Il Santo Padre ricorda che “Egli si pone contro i falsi profeti, contro i veggenti che prevedono vicina la fine del mondo, e contro il fatalismo”. Egli “vuole sottrarre i suoi discepoli di ogni epoca alla curiosità per le date, le previsioni, gli oroscopi, e concentra la nostra attenzione sull’oggi della storia”. A proposito di questo tema, il Papa si concede un momento di dialogo con i fedeli dicendo: “Avrei voglia di domandarvi: quanti di voi leggono gli oroscopi del giorno?”. E ancora: “Quando ti viene voglia di leggere l’oroscopo, guarda Gesù che è con te, ti farà meglio…”.

Infatti il richiamo “all’attesa e alla vigilanza”, cui ci chiama il Signore, “esclude tanto l’impazienza quanto l’assopimento, tanto le fughe in avanti quanto il rimanere imprigionati nel tempo attuale e nella mondanità”, dice il Papa.

Che quindi contestualizza il brano del Vangelo ai nostri giorni, dove “non mancano calamità naturali e morali, e nemmeno avversità e traversie di ogni genere”. Eppure – riflette il Papa – “tutto passa – ci ricorda il Signore -; soltanto la sua Parola rimane come luce che guida e rinfranca i nostri passi”. Infine, prima della benedizione, Francesco ha supplicato la Vergine Maria affinché “ci aiuti a confidare in Gesù, il saldo fondamento della nostra vita, e a perseverare con gioia nel suo amore”.

Per leggere le parole del Papa si può cliccare qui.

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