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Le Acli contro il bullismo

Domani la presentazione dei lavori svolti durante il laboratorio che ha coinvolto circa 300 studenti della Capitale

ROMA, domenica, 13 maggio 2012 (ZENIT.org) – Lunedì 14 maggio alle ore 10, in un evento speciale presso il Teatro Vigna Murata, le ACLI Provinciali di Roma presentano il lavoro svolto nei laboratori del progetto “Bulli? No, belli!”, finanziato da Roma Capitale – Assessorato alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani. Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici.

Il progetto ha coinvolto quattro istituti scolastici di Roma Capitale: Liceo Scientifico “Giuseppe Peano”; Istituto Aereonautico “Francesco De Pinedo”, I.I.S. “Capo Sperone 52” ex Faraday; Centro di formazione Professionale C.I.O.F.S. FP. LAZIO Ostia Lido. Undici sono le classi coinvolte, per un totale di circa di 300 studenti, insieme alle loro famiglie ed i loro docenti.

Verrà mostrato il lavoro portato a termine nei laboratori: fotografia, cortometraggio, uso responsabile del web. «Il lavoro in classe – spiega Emma Ciccarelli, responsabile operativa del progetto per ACLI Roma – insieme all’opera degli psicologi, ha permesso ai ragazzi e alle ragazze di guardare la natura delle loro relazioni amicali, con tutte le paure, le difficoltà e le opportunità proprie del mondo degli adolescenti. Lo hanno fatto utilizzando lenti di ingrandimento particolari, come la macchina fotografica, la telecamera, internet: tutti strumenti conosciutissimi dai ragazzi».

La presentazione dei lavori avverrà alla presenza di Gianluigi De Palo, Assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma capitale, e di Cristian Carrara, presidente delle ACLI di Roma.

Nato nel quadro degli interventi di Roma Capitale per la prevenzione dei fenomeni di bullismo e del disagio giovanile, “Bulli? No, Belli!” si pone in modo innovativo nel contesto del rapporto scuola-famiglia-territorio. «Siamo infatti convinti – continuala dottoressa Ciccarelli – che è possibile fare prevenzione lavorando sulla promozione e la valorizzazione della relazione interpersonale in modo sistemico. Il progetto infatti ha come destinatari non solo gli studenti delle scuole superiori, ma anche docenti e famiglie». Ugualmente importante è stato infatti l’approccio con gli adulti, in una sinergia positiva con tutto il gruppo di lavoro.

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