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Lazio: spariti 24milioni erogati dallo Stato per le scuole paritarie?

Si tratterebbe dei fondi erogati nel 2015. Tarzia: “Scelta ideologica della Regione. Non è ammissibile che tali istituti debbano trovarsi privati dei finanziamenti che spettano loro di diritto”

“Il Lazio, a causa dello sforamento del deficit, potrebbe non ricevere e, conseguentemente, non distribuire alcuni milioni di euro che lo Stato aveva destinato alle scuole paritarie per il 2015″. La denuncia arriva da Olimpia Tarzia, vicepresidente della commissione cultura e presidente del gruppo Lista Storace del consiglio regionale del Lazio.

Per questo, aggiunge, “ho ritenuto necessario presentare una interrogazione al fine di ottenere maggiori informazioni sul destino di tali fondi”. Tuttavia, la Tarzia lamenta che la risposta ricevuta oggi in aula dall’assessore ai Rapporti con il Consiglio, Mauro Buschini è stata, “evasiva e del tutto insufficiente”.

La Tarzia riconosce che “dal 2016 l’erogazione dei fondi per le paritarie non sarà più vincolata ai conti regionali, ma il mio quesito era in relazione all’anno 2015. Ad oggi non è ancora chiaro che fine abbiano fatto i 24 milioni di euro destinati dallo Stato alle scuole paritarie del Lazio. Non è ammissibile che tali istituti debbano trovarsi privati dei finanziamenti che spettano loro di diritto, con conseguenti gravi ricadute, oltre che sulle famiglie degli alunni che li frequentano, anche sul personale che si ritrova licenziato, in mezzo ad una strada, perché alcuni istituti saranno costretti a chiudere, senza poi considerare il fatto che le scuole statali non riusciranno a far fronte alle domande degli studenti provenienti dalle paritarie”.

La vicepresidente della commissione cultura vuole indagare, adottando “tutti i provvedimenti necessari al fine di impedire pesanti condizionamenti ideologici della maggioranza sui diritti dei cittadini della nostra regione e garantire il diritto di libertà di scelta educativa dei genitori”. Ricorda la Tarzia che tale diritto è “sancito nell’art. 26 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, che stabilisce la libertà di scelta educativa e che impegna gli Stati a garantire con adeguati finanziamenti l’esercizio di tale libertà. Già dal 2000, in Italia, inoltre, la legge n.62 ha introdotto la parità scolastica, prevedendo un incremento dei finanziamenti annui previsti in bilancio a favore delle scuole paritarie.

“Alla sinistra – ha concluso Tarzia – che non perde occasione per riempirsi la bocca di tutela dei diritti civili e che evidentemente si ritiene anche autorizzata a decidere quali siano i diritti giusti e quelli sbagliati, penso qualcuno debba rammentare che la democrazia non prevede l’opzione di imporne alcuni e scartarne altri, a scelta: quello è il regime”.

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