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L’arte della libertà

Gli ideali di generosità che ispirano la pittura di strada

Tanti giovani hanno una grande sensibilità nei confronti dell’arte, che può esprimersi in vari modi: suonando in un gruppo rock, inventando melodie rap, scrivendo poesie o dedicandosi al disegno e alla pittura.

Sempre più ragazzi, negli ultimi anni, hanno sentito il bisogno di esprimere le proprie potenzialità artistiche nella “Street Art” (arte della strada), dipingendo sui muri, sui vagoni dei treni o su qualunque altra superficie diversa da una normale tela.

Ciò accade soprattutto di notte. I giovani pittori, chiamati writers, dipingono con gessetti colorati o bombolette spray, producendo opere affascinanti che finiscono sotto gli occhi di tutti.

Alla base della street art ci sono motivazioni profonde. L’obiettivo è quello di scarcerare il quadro dalla prigionia dei musei e delle gallerie d’arte, per offrirlo gratuitamente a tutti.

Questo rappresenta la donazione completa della propria creatività agli altri, senza scopo di lucro. È la spinta che nasce da un fortissimo desiderio di universalità. È una grande voglia di abbattere le barriere e di dialogare senza confini, attraverso un’opera in grado di raggiungere chiunque: ricchi e poveri, senza discriminazioni.

La speranza dei giovani di rendere l’arte più pura può essere interpretata come la comprensibile risposta ad un mercato che tende a commercializzare e spoetizzare tutto. Un tritacarne che soffoca la creatività nel nome del dio denaro.

È bello scoprire gli ideali che animano le nuove generazioni. Ideali che, purtroppo, comportano anche dei rischi.

Non possiamo dimenticare i casi di ragazzi trovati morti nei tunnel delle metropolitane, folgorati da qualche scarica elettrica, con accanto le loro bombolette spray.

Sono episodi che riempiono di amarezza. Nel cuore di tanti giovani scomparsi ci sono quei profondi ideali di generosità che accomunano il popolo dei writers: l’idea di offrire la propria arte liberata al mondo.

Ma perché rischiare e sacrificare le vite umane, costringendo gli artisti ad agire nell’oscurità? Una buona soluzione al problema potrebbe essere quella di concedere alla street art spazi legali, autorizzati, dove dipingere senza nascondersi. Così si otterrebbe lo stesso scopo e si eviterebbero tanti pericoli. Perché non provarci?

 

 

 

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