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Daily meditation on the Gospel

Pixabay CC0 - PD

L’amore è mistero grande

Meditazione della Parola di Dio di martedì 25 ottobre 2016 – XXI settimana del Tempo Ordinario

Lettura

Tra le parabole raccontate da Gesù per illustrare la sua missione, quelle del granello di senape e del lievito sono tra le più brevi e sorprendenti. Ma spesso l’importanza delle parabole è inversamente proporzionale alla lunghezza o all’apparente semplicità del testo. Perciò siamo invitati, anche oggi, a prestare la massima attenzione a quanto Gesù ci racconta.

Meditazione

Gesù utilizza linguaggi e comportamenti diversi, differenti generi letterari e toni di voce per annunciare il Regno. Oggi il suo repertorio ci propone due brevissime parabole per capire cos’è e come funziona il Regno di Dio. È simile ad un granello di senape, è simile al lievito, in quanto è destinato a crescere e a trasformare i cuori e il mondo. I verbi fondamentali per dirci cosa dobbiamo fare noi sono: “prese e gettò nel suo giardino, prese e mescolò”. Altrimenti, il seme resta seme e il lievito resta fermo. Il seme gettato nel giardino sprigiona la sua forza, cresce, si espande, diventa albero accogliente, capace di ospitare gli uccelli. Il lievito mescolato trasforma tutta la farina, la rende commestibile, e pure buona e saporita. Detto diversamente: l’esperienza di Dio ci lascia chiusi in noi stessi o sa di accoglienza e ospitalità? Ancora, diffonde buon odore, sa di fragranza di pane caldo, è un’avventura che trasforma la vita, la fa e ci fa lievitare, ci rende pane gustoso per sfamare gli uomini, ci rende commestibili per i bisognosi? Il “Date voi stessi da mangiare” ci invita a non declinare questo dovere, ma a metterci in gioco per offrire noi stessi, come pane spezzato per nutrire gli affamati. Non si tratta di fare rumore o accendere i riflettori quando accogliamo Dio, ma di credere alla grande forza della sua piccolezza, all’efficacia silenziosa e potente del suo agire nel cuore degli uomini. Chi direbbe mai che un albero così grande venga da un seme così piccolo, o che quel pane profumato è in obbligo ad un lievito così tanto acido? E così la nostra vita può essere o restare piccola, da non servire a nessuno e neppure a noi, oppure, può crescere e può accogliere tutto e tutti dentro di sé, dal momento che, come pane, ha accolto Dio. Possiamo restare acidi come o più del lievito, oppure gustosi come quel profumo di pane che, con nostalgia, ce ne ricorda la bontà. E, a dire se spandiamo fragranza o siamo rimasti acidi, saranno ancora gli altri e, soprattutto, Dio.

Preghiera:

Signore, fa’ che la nostra vita, come la tua, sia cibo e nutrimento per gli altri. Sia amore e servizio per tutti, che profumi di bontà e di accoglienza, affinché dentro il nostro cuore si possano sentire a casa loro. E che tutto questo, di giorno in giorno, profumi di bontà e cresca come seme e come lievito.

Agire:

Curerò le cose piccole perché diventino grandi, e pure lavorando sull’acidità della mia vita cercherò di rendere gustosa la vita agli altri.

***

Meditazione a cura di mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di EdizioniART. Per abbonamenti: info@edizioniart.it.

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