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Udienza ai partecipanti all’Incontro internazionale delle Corali - Foto © Vatican Media

“La vostra musica e il vostro canto sono un vero strumento di evangelizzazione”

Udienza ai partecipanti all’Incontro internazionale delle Corali

Dal 23 al 25 novembre è in corso, nell’Aula Paolo VI, il III Incontro Internazionale delle Corali, che vede la partecipazione di cantori e musicisti di tutto il mondo, organizzato dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione in collaborazione con la Nova Opera Onlus. Alle ore 12.20 di oggi [24 novembre 2018], il Santo Padre Francesco si è recato nell’Aula per incontrare i partecipanti all’Incontro e ha rivolto loro un discorso il cui testo riportiamo di seguito:

Discorso del Santo Padre

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
La vostra presenza in questa Aula ha permesso di far risuonare musiche e canti che in qualche modo sono andati al di là delle mura: avete risvegliato il Vaticano! È bello ascoltare le vostre melodie e percepire la gioia e la serietà con cui date voce tutti insieme alla bellezza della nostra preghiera. Ringrazio Mons. Rino Fisichella per la sua creatività e per le sue parole e per l’iniziativa che consente di toccare con mano le tante strade dell’evangelizzazione.

Nei giorni scorsi, come sapete, si è svolto il Sinodo dei Vescovi, dedicato ai giovani, e un tema che è stato trattato con interesse è stato proprio quello della musica: «Del tutto peculiare è l’importanza della musica, che rappresenta un vero e proprio ambiente in cui i giovani sono costantemente immersi, come pure una cultura e un linguaggio capaci di suscitare emozioni e di plasmare l’identità. Il linguaggio musicale rappresenta anche una risorsa pastorale, che interpella in particolare la liturgia e il suo rinnovamento» (Documento finale, 47).

La vostra musica e il vostro canto sono un vero strumento di evangelizzazione nella misura in cui voi vi rendete testimoni della profondità della Parola di Dio che tocca il cuore delle persone, e permettete una celebrazione dei sacramenti, in particolare della santa Eucaristia, che fa percepire la bellezza del Paradiso. Non fermatevi mai in questo impegno così importante per la vita delle nostre comunità; in questo modo, con il canto date voce alle emozioni che sono nel profondo del cuore di ognuno.

Nei momenti di gioia e nella tristezza, la Chiesa è chiamata ad essere sempre vicina alle persone, per offrire loro la compagnia della fede. Quante volte la musica e il canto permettono di rendere questi momenti unici nella vita delle persone, perché li conservano come un ricordo prezioso che ha segnato la loro esistenza. Il Concilio Vaticano II, realizzando il rinnovamento della liturgia, ha ribadito che la «tradizione musicale della Chiesa costituisce un patrimonio di inestimabile valore» (Cost. Sacrosanctum Concilium, 112). È proprio così.

Penso, in particolare, alle tante tradizioni delle nostre comunità sparse per il mondo intero, che fanno emergere le forme più radicate nella cultura popolare, e che diventano anche una vera preghiera. Quella pietà popolare che sa pregare creativamente, che sa cantare creativamente; quella pietà popolare che, come ha detto un Vescovo italiano, è il “sistema immunitario” della Chiesa. E il canto porta avanti questa pietà. Attraverso queste musiche e canti si dà voce anche alla preghiera e in questo modo si forma una vera corale internazionale, dove all’unisono sale al Padre di tutti la lode e la gloria del suo popolo.

La vostra presenza, mentre fa risaltare l’internazionalità dei vostri rispettivi Paesi, permette di cogliere l’universalità della Chiesa e le sue diverse tradizioni. Il vostro canto e la vostra musica, soprattutto nella celebrazione dell’Eucaristia, rendono evidente che siamo un solo Corpo e cantiamo con una sola voce la nostra unica fede. Anche se parliamo lingue diverse, tutti possono comprendere la musica con cui cantiamo, la fede che professiamo e la speranza che ci attende. Voi studiate e vi preparate per rendere il vostro canto una melodia che favorisce la preghiera e la celebrazione liturgica.

Non cadete, tuttavia, nella tentazione di un protagonismo che offusca il vostro impegno, e umilia la partecipazione attiva del popolo alla preghiera. Per favore, non fate la “prima donna”. Siate animatori del canto di tutta l’assemblea e non sostituitevi a essa, privando il popolo di Dio di cantare con voi e di dare testimonianza di una preghiera ecclesiale e comunitaria. A volte mi rattristo quando, in alcune cerimonie, si canta tanto bene ma la gente non può cantare quelle cose…

Voi che avete compreso più a fondo l’importanza del canto e della musica, non svalutate le altre espressioni della spiritualità popolare: le feste patronali, le processioni, le danze e i canti religiosi del nostro popolo sono anch’essi un vero patrimonio di religiosità che merita di essere valorizzato e sostenuto perché è pur sempre un’azione dello Spirito Santo nel cuore della Chiesa. Lo Spirito nel canto ci aiuta ad andare avanti. La musica, dunque, sia uno strumento di unità per rendere efficace il Vangelo nel mondo di oggi, attraverso la bellezza che ancora affascina e rende possibile credere affidandosi all’amore del Padre. Vi accompagno con la mia benedizione e vi affido a S. Cecilia, vostra Patrona, ma soprattutto vi chiedo di non dimenticarvi di pregare per me; pregare per me anche con il vostro canto! Grazie!

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