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La vetrina delle false felicità

La vera gioia non sta nel fare ciò che si vuole, ma nel seguire quei valori universali insiti nel cuore di ogni essere umano

I dieci comandamenti della Bibbia sono sempre attuali? Oppure sono passati di moda e devono essere riscritti, per non disturbare troppo i piaceri illusori dell’uomo contemporaneo? Nell’era del relativismo morale un argomento del genere può apparire scomodo. Eppure, se ci pensiamo bene, può essere utile riflettere su quei valori universali che sono nel cuore di ogni essere umano. Valori che ci uniscono e che vanno oltre ogni confine religioso, sociale, culturale e politico.

Nel mondo di oggi sono tanti i giovani che vedono nel Cristianesimo una religione di divieti e di costrizioni. Un triste repertorio di “non possiamo” e “non dobbiamo”, che spingerebbe a rinunciare ai presunti piaceri della nostra esistenza.

Il cristiano, secondo certi luoghi comuni, non sarebbe una persona libera, in quanto sottomessa ad una serie di regole morali imposte dalla sua fede religiosa. Il cristiano, dunque, sarebbe un essere imbavagliato, limitato nella sua capacità di movimento, con ben poche occasioni per sorridere ed essere felice.

Il messaggio ingannevole che serpeggia nell’aria sarebbe questo: perché sacrificarsi? Perché porsi tanti limiti? Meglio cogliere l’attimo, sfruttare al massimo tutte le occasioni e non farsi troppi scrupoli. In fondo, si vive una volta sola.

Perciò: via libera a tutto! Droga, abuso di alcolici, sesso disordinato, egoismo, arrivismo, aborto, gravidanze in affitto, tradimenti, infedeltà, accumulo esagerato di ricchezze, indifferenza, violenza, disprezzo degli altri…

Il motto dei nostri tempi sembrerebbe essere uno solo: “Fai ciò che vuoi e goditi la vita”. Ma si tratta, ovviamente, di una falsa felicità. Per questa ragione il Signore ci ha dato i dieci comandamenti, che possono rappresentare un aiuto per tutti noi.

Sono una sintesi perfetta di ciò che possiamo o non possiamo fare. Ci fanno capire che, per essere veramente felici, dobbiamo porci dei limiti e rispettare gli altri. L’immagine del cristiano triste, imbavagliato dalle regole morali della propria religione, è falsa. Tanti cristiani, infatti, sorridono e conoscono il significato dell’autentica libertà.

I comandamenti non sono divieti. Nel Cristianesimo ogni negazione diventa immediatamente affermazione. Ogni “meno” si trasforma in “più”. Un segno positivo che, tra l’altro, assomiglia alla croce. E così i tanti “non” diventano una spinta costante a cambiare in meglio il proprio stile di vita, liberandosi dalla trappola dell’egoismo e del “Fai ciò che vuoi”.

E’ la bellezza del saper scegliere, usando la testa e rendendoci conto che non si può sempre fare tutto o avere tutto. La nostra libertà deve necessariamente fermarsi dove comincia la libertà degli altri.

Il resto é solo un cumulo di emozioni “usa e getta”, che luccica nella vetrina delle false felicità.

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