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La storia del Movimento per la Vita raccontata in un libro-intervista

di Antonio Gaspari

ROMA, domenica, 19 giugno 2011 (ZENIT.org).- Un libro sulla storia del Movimento per la Vita non è mai stato scritto.
 
Per cercare di colmare questa lacuna e per mobilitare il popolo della vita, Carlo Casini, già Magistrato della Corte di Cassazione, Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, Presidente del Movimento per la Vita italiano (MpV) e membro della Pontificia Accademia per la Vita, ha appena pubblicato il libro “Sì alla vita – Storie e prospettive del Movimento per la Vita”  (San Paolo Edizioni).
 
Si tratta di un libro-intervista in cui Casini risponde a 104 domande formulate dal giornalista Renzo Agasso,  che dirige il mensile «Camilliani» e collabora con varie testate, tra cui il settimanale “Il Nostro Tempo”. 
 
Il volume ripercorre oltre un trentennio di impegno e di lotta per la difesa dei cosiddetti “valori non negoziabili”.
 
È la storia del “popolo della vita” evocato da Giovanni Paolo II, e cioè un manipolo di generosi che ha combattuto la buona battaglia, spesso in solitudine. Ma è anche un appello perché tutti militino nel popolo della vita, credenti e non credenti, nella difesa soprattutto delle esistenze più deboli, più indifese, più piccole.
 
Ne emerge un impegno chiaro per testimoniare concretamente che l’uomo è sempre uomo, dal concepimento alla sua fine naturale. Mai rassegnandosi alla cultura di morte, che vuol decidere se e quando far cominciare la vita e quando farla finire.
 
Pochi sanno che era il marzo del 1975 quando a Firenze nacque il primo centro di Aiuto alla Vita (CAV) . Oggi i CAV sono 330 in tutta Italia e sono più di 120.000 i bambini e le bambine salvate dall’interruzione di gravidanza.
 
“I militanti del Movimento per la vita – ha scritto Casini – sono dei provocatori che tormentano le coscienze. Il loro obiettivo è costruire un Paese dove non serva più un movimento per la vita perché tutti sono diventati difensori della vita”.
 
Attraverso le domande e risposte, il libro racconta la storia di un movimento di popolo di cui Casini è stato promotore e dirigente.  Una vicenda che il quotidiano “la Repubblica” ha indicato come “la battaglia infinita del crociato di Dio”.
 
In effetti, la storia del Movimento per la Vita è gloriosa e va ben oltre i pregiudizi e le critiche.
 
E’ infatti un luogo comune indicare i pacifici militanti dei Movimenti per la Vita e dei Centri di Aiuto alla Vita come quelli che sono contro l’aborto. In realtà, se si avesse la cura di andare a conoscere queste persone, si scoprirebbe che le loro battaglie non sono contro qualcuno o qualcosa.
Sono sempre a favore della vita, dei bambini e delle bambine concepiti, delle loro madri, dei loro padri e dei parenti tutti. 
 
Il loro principale impegno è quello di avvicinare, ascoltare, aiutare, condividere dolori e gioie di madri e padri che per ragioni diverse si spaventano di fronte al concepimento, che sopraffatti dalla paure e dalle preoccupazioni accettano drammaticamente di interrompere la gravidanza.
 
I militanti del popolo della vita sono anche i primi a cercare di consolare, aiutare, sollevare quelle mamme e quei padri che rimpiangono e si disperano per aver visto interrotta la gravidanza.
 
Sarebbe quindi giusto riconoscere la grande valenza sociale svolta dal Movimento per la Vita e dai Centri di Aiuto alla Vita, i quali, incuranti delle critiche, eroicamente, raccolgono anche i fondi necessari per svolgere l’opera di assistenza alle tante vittime degli aborti.
 
Nel libro, dopo aver risposto a 104 domande, Casini lancia  un appello finale al popolo della vita.
 
Ha scritto il Presidente del MpV che “un autentico amore per l’uomo è indivisibile”, e il beato Giovanni Paolo II ha precisato che “non può amare veramente il non nato chi non ama l’uomo nato”.
 
Secondo Casini, “il valore della vita è la prima pietra di un generale rinnovamento civile e morale”; per questo “va affermata la centralità politica del diritto alla vita”. “L’impegno per la vita non guarda al passato, ma al futuro”.
 
Nell’appello al popolo della vita è scritto: “Non rassegnarci significa accettare l’inevitabile gradualità degli obiettivi di volta in volta perseguiti, nella logica del massimo bene raggiungibile”; per questo “l’impegno per il diritto alla vita non alza barricate, ma costruisce ponti per l’incontro e varchi per il dialogo”.
 
E ancora: “il linguaggio e le azioni per la vita devono suscitare simpatia per la verità, che non deve essere mai taciuta”, ed è necessaria “l’unità strategica di tutti coloro che intendono difendere e promuovere la vita umana”.
 
Si tratta di un appello rivolto a tutti e a ciascuno: “In nome di Dio, rispetta, difendi, ama e servi la vita, ogni vita umana! Solo su questa strada troverai giustizia, sviluppo, libertà vera, pace e felicità!”
 
 

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