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La sfida della regolazione naturale della fertilità (Prima parte)

Se n’è parlato al Congresso Internazionale in memoria di Anna Cappella

Il Servizio di insegnamento dei Metodi Naturali può offrire un argine culturale, educativo, etico e psico-sociale alle sfide attuali che coinvolgono la sessualità, la famiglia e la vita, tra le quali, la “decostruzione” della struttura sessuata dell’essere maschile e femminile prodotta dall’ideologia del gender, l’oscuramento dei diritti del concepito conseguente all’aborto e alla procreazione artificiale (che, oltre a negare la vita a molti embrioni, moltiplica le figure genitoriali dei “sopravvissuti”) ed infine, le soluzioni giurisprudenziali assunte come “scorciatoie”normative. I nuovi pretesi diritti procreativi – dal diritto a non avere figli al diritto al figlio – producono spesso nuove e profonde sofferenze personali e sociali che dovrebbero far riflettere come la generazione umana «non sia solo un problema biomedico, ma prima di tutto un problema di senso». E su questa scia di impegno si è posto il lavoro di Anna Cappella e di tutti coloro che continuano a diffondere i suoi insegnamenti.  

È quanto è emerso al Congresso internazionale Procreazione oggi, la sfida della regolazione naturale della fertilità, che sé è svolto il 15 e il 16 novembre, a Roma. L’iniziativa, che ha registrato la presenza di circa 200 partecipanti provenienti da ogni regione d’Italia e dall’estero – Polonia, Slovenia, Slovacchia, Albania, Francia, Spagna, Regno Unito, Irlanda, Romania, Australia -, è stata promossa in ricordo di Anna Cappella (morta cinque anni fa), pioniera della diffusione del Metodo Billings in Italia e nel mondo e prima Direttrice del Centro Studi e Ricerche Regolazione Naturale della Fertilità, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Il Rettore dell’Università, Franco Anelli, nel messaggio inviato al Congresso, ha ricordato il Premio alla Carriera conferito dal Card. Elio Sgreccia ad Anna Cappella, motivato dal suo instancabile impegno nella promozione dei valori comuni a cui si ispirano le diverse metodiche naturali. Il Rettore, inoltre, ha richiamato l’urgenza di difendere la procreazione da logiche che, in campo biotecnologico, sempre più spesso prescindono dal rispetto della vita e della dignità della persona umana.  

Il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia , Rocco Bellantone, nel messaggio inviato al Congresso, ha richiamato l’appello rivolto da Paolo VI agli uomini di scienza, al n 24 dell’enciclica Humanae vitae, affinché offrissero «una base sufficientemente sicura a una regolazione delle nascite, fondata sull’osservanza dei ritmi naturali». Anna Cappella – continua il messaggio – ha raccolto quella sfida e quella missione difficile, soprattutto per l’humus culturale fortemente avverso. Eppure, il lavoro di Anna Cappella, a fianco dei coniugi John e Evelyn Billings, ha consentito di diffondere una conoscenza preziosa per il mondo scientifico e per la vita di numerose coppie. Infatti, questo lavoro poco conosciuto e valorizzato, oggi rappresenta un valido supporto nella ricerca di una gravidanza da parte di coppie, sempre più numerose, con difficoltà a concepire.  

Il vescovo Claudio Giuliodori, Assistente Ecclesiastico Generale UCSC, ripercorrendo la storia della procreazione responsabile,dall’enciclica di Pio XI, Casti Connubi (1930), a Papa Francesco, ne ha evidenziato la continuità magisteriale, il linguaggio assertivo e l’attualità, anche in riferimento alle impegnative sfide culturali, etiche e sociali.

S. Em. Card. Elio Sgreccia, assente per indisposizione, ha inviato il Suo contributo richiamando l’attualità permanente e crescente del metodo educativo, antropologicamente fondato sulla dignità della persona e dell’amore umano, che si oppone alle forme di diffusa banalizzazione del valore della procreazione. Inoltre, ha espresso la sua profonda stima verso le virtù cristiane della Dssa Cappella che ha promosso la costituzione e il potenziamento dei centri di insegnamento del Metodo Billings, riscuotendo la fiducia, l’appoggio e l’incoraggiamento del Pontefice Giovanni Paolo II che ha dato grande impulso al Centro per la regolazione naturale della fertilità.

Il Card. Angelo Scola, nel suo contributo inviato al Congresso, ha richiamato in particolare, il n. 58 della Relatio Synodi, che segnala come un adeguato insegnamento dei metodi naturali per la procreazione responsabile aiuti a vivere in maniera armoniosa e consapevole il dono reciproco e l’apertura alla fecondità, insiti nell’atto stesso dell’unione sessuale e «a motivare la bellezza dell’insegnamento evangelico sull’amore e sulla sessualità umana, contrastando il diffuso analfabetismo affettivo» (EVBV, n. 54). Il Cardinale, inoltre, ricordando l’instancabile e prezioso lavoro svolto dalla dott.ssa Cappella in sintonia con il Magistero della Chiesa, ha espresso un doveroso ringraziamento ai pontefici che hanno contribuito a tracciare la strada per un’autentica procreazione responsabile, in particolare, a Paolo VI, nell’anno della sua beatificazione e a Giovanni Paolo II, nell’anno della sua canonizzazione.

Per la Sessione “Fertilità umana”, moderata da Alessandro Caruso, è intervenuto Mark Witty, medico, Presidente Billings Irlanda, il quale ha presentato il sintomo del muco e le Tasche di Shaw nella fertilità umana. Marian Corkill, Directory Board World Organization Ovulation Method Billings, Melbourne, ha presentato alcuni aggiornamenti scientifici sul Metodo dell’Ovulazione Billings.

Aurora Saporosi, endocrinologo del Centro Studi e Ricerche dell’Università Cattolica e Presidente del Comitato Tecnico Scientifico della Confederazione Italiana Centri Regolazione Naturale Fertilità ha richiamato l’apporto significativo degli studi sugli andamenti ormonali svolti in collaborazione con il prof. James Brown. Infatti, lo studioso, con il suo Monitor, ha reso visibile l’attendibilità della registrazione della donna, evidenziando, così, l’efficacia diagnostica e interpretativa del sintomo del muco cervicale anche nella ricerca della gravidanza e confermando come l’irregolarità dei cicli non rappresenti una patologia e neppure un limite all’uso dei moderni metodi naturali.

Per la Sessione “Infertilità di coppia”, moderata da Giuseppina Pompa, è intervenuto il prof. Riccardo Marana, Direttore dell’Istituto Scientifico Internazionale Paolo VI di ricerca sulla fertilità e infertilità umana, UCSC Sacro Cuore di Roma. Richiamando la nascita dell’ISI, nel novembre 2000, come ulteriore frutto (dopo il Centro Studi) dell’invito di Paolo VI a preservare la dignità della persona umana e della procreazione, Marana ha segnalato come l’Istituto rappresenti una valida risorsa per la chiesa e per la società, soprattutto in un “mondo di figli in provetta”, in cui anche la prestigiosa rivista scientifica British Medical Journal ha recentemente lanciato l’allarme sull’aumento di malformazioni congenite collegate alle tecniche di fecondazione artificiale, allarme purtroppo ignorato dal mercato ad essa collegato.

Eppure, le 810 gravidanze ad oggi, delle 5426 coppie seguite all’ISI per la ricerca naturale della gravidanza, rappresentano dati incoraggianti (15%), sovrapponibili a quelli ottenuti con le tecniche artificiali e prive delle controindicazioni sanitarie, etiche e psicosociali.

Elena Giacchi, ginecologo del Centro della Cattolica, ha presentato i dati preliminari di uno studio, ancora in fase di elaborazione, sul Metodo Billings nella ricerca della gravidanza, secondo cui, su 155 coppie che hanno utilizzato il Metodo, siano state registrate, indipendentemente dai fattori di rischio (quali età tardiva), l’86% di gravidanze a termine, entro 6 mesi di uso. Ciò richiama l’attenzione ad «integrare i Metodi Naturali nei protocolli di studio e di gestione clinica per le coppie che ricercano la gravidanza».

Gabriella Gambino, docente di bioetica, Università “Tor Vergata”, ha offerto una riflessione sui nuovi scenari per la riflessione biogiuridica. La docente, in riferimento alla medicalizzazione della procreazione e ai pretesi nuovi diritti procreativi, dal diritto a non avere figli al diritto al figlio, ha evidenziato come da questi possano nascere profondi disagi sociali. In particolare, quelli relativi alla sofferenza delle coppie alla ricerca della gravidanza, dovrebbero sollecitare ad interrogarsi sul senso del vivere. La generazione umana, infatti, come già segnalato, «non è solo un problema biomedico, ma prima di tutto un problema di senso». E su questa scia di impegno si è posto il lavoro di Anna Cappella e di tutti coloro che continuano a diffondere i suoi insegnamenti.

[La seconda parte sarà pubblicata domani, lunedì 1 dicembre]

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