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La Regione Lazio condivide il diritto di libertà educativa?

L’on. Tarzia denuncia che la Commissione Cultura continua a non esaminare una proposta per garantire libertà di scelta educativa della famiglia

“Interventi per garantire la libertà di scelta educativa della famiglia”. Si chiama così una proposta di legge presentata dal centrodestra all’Assemblea della Regione Lazio nell’aprile 2013, ad inizio legislatura, e non ancora inserito all’ordine del giorno della Commissione Cultura, dove è stato assegnato.

Lo denuncia Olimpia Tarzia, vicepresidente della commissione cultura della Regione Lazio e Presidente Gruppo Lista Storace. “Non si può più tacere pubblicamente l’occupazione che la maggioranza ha effettuato della V Commissione Cultura della Regione Lazio – afferma -. Con grande disappunto mi trovo, infatti, a constatare per l’ennesima volta come il presidente Cristian Carrara continui a convocare la Commissione Cultura con decisioni autonome e, anzi, con parere contrario dell’opposizione, non tenendo in nessun conto i numerosi appelli da me inviati, finalizzati a palesare la costante assenza di considerazione del ruolo dell’ufficio di presidenza della commissione stessa, particolarmente per quanto riguarda il doveroso, quanto opportuno, ascolto delle istanze dell’opposizione”.

La Tarzia sottolinea che già nel gennaio scorso aveva scritto al presidente della Commissione, nella quale faceva presente che un simile atteggiamento manca del fondamentale rispetto istituzionale. Tuttavia ad oggi non ha ancora ricevuto risposta. “Nessuna proposta di legge dell’opposizione è stata mai esaminata dalla Commissione Cultura”, dice la Tarzia. La quale spiega che “qualora il presidente Carrara volesse continuare in questo uso personalistico della Commissione sarò costretta ad adire a tutti i passi necessari per porre fine ad un uso privato della Commissione e ad una sostanziale e reiterata violazione del regolamento”.

Di qui la richiesta della Tarzia di inserire all’odg la proposta ‘Interventi per garantire la libertà di scelta educativa della famiglia’. “Ne chiedo pertanto l’immediata calendarizzazione ed esame. Se non condividono il diritto di libertà di scelta educativa, abbiano il coraggio di bocciarne il testo. Peraltro – conclude Tarzia – intendo denunciare anche pubblicamente, in tutte le sedi opportune , le cause che stanno bloccando la discussione di un provvedimento tanto atteso dalle famiglie della nostra Regione”.

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