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La privacy ed il registro elettronico dei testamenti

Giovedì 28 gennaio il convegno a Roma per la Giornata Europea della privacy

Nell’ultima newsletter pubblicata dall’Autorità Garante della Privacy il 23 dicembre 2015 (www.garanteprivacy.it),  si fornisce evidenza delle norme definite dal Garante per l’istituzione del registro elettronico dei testamenti e per l’utilizzo della firma grafometrica negli atti notarili.

Il registro generale dei testamenti consente di conoscere se una persona deceduta ha fatto testamento, in Italia o all’estero. Attraverso il Registro può essere chiesto anche al competente organismo di uno Stato estero [1] il rilascio di un certificato degli atti di ultima volontà iscritti in quell’organismo, relativi alla persona deceduta.

Con il Provvedimento del Garante della Privacy si definisce che i notai (o altre figure abilitate) potranno iscrivere per via telematica al registro generale dei testamenti gli atti di ultima volontà dei loro clienti.

Per l’iscrizione telematica al registro i soggetti abilitati dovranno compilare una apposita scheda – sottoscritta mediante firma digitale o firma elettronica qualificata –  nella quale saranno riportati i dati personali di chi fa testamento nonché quelli del nome e cognome e sede del pubblico ufficiale che ha ricevuto o è depositario dell’atto. Peraltro, l’esistenza di questa informazione deve essere sconosciuta sino al decesso del soggetto.

Una attenzione particolare è da porre, ha segnalato il Garante, sulla gestione delle eventuali iscrizioni non andate a buon fine, in modo tale che il documento non vada perso o non divenga accessibile a persone che non ne hanno diritto.

Questo tema è uno dei tanti temi che incrociano la riservatezza personale e le tecnologie digitali, e che potranno trovare approfondimento nell’ambito del convegno che si terrà giovedì 28 gennaio a Roma, in occasione della Giornata Europea della  privacy intitolato “La società sorvegliata. I nuovi confini della libertà” [2]

Si segnalano in particolare la seconda e la terza sessione dei lavori. Nella seconda l’argomento sarà “Condivisione, Profilazione, Big Data”, nella terza “Privacy e sicurezza nella società digitale” [3] alle quali parteciperanno rispettivamente i giornalisti Fabio Chiusi e Stefania Maurizi.

Viene in mente, allora, l’articolo 7 della Dichiarazione dei diritti in Internet approvata qualche mese fa dal Parlamento Italiano: “I sistemi e i dispositivi informatici di ogni persona e la libertà e la segretezza delle sue informazioni e comunicazioni elettroniche sono inviolabili. Deroghe sono possibili nei soli casi e modi stabiliti dalla legge e con l’autorizzazione motivata dell’autorità giudiziaria.

***

NOTE

[1] Gli Stati che sino ad oggi hanno ratificato la Convenzione internazionale di Basilea sono, oltre l’Italia: Francia, Cipro, Turchia, Belgio, Paesi Bassi, Portogallo, Lussemburgo, Spagna, Estonia, Lituania, Ucraina.

 [2] L’evento si svolge presso l’Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari, in via di Campo Marzio, 78 dalle 9.30 alle 13.30. L’accesso alla Sala è consentito fino alle ore 9.15 e gli uomini sono tenuti ad indossare la giacca. Riferimento e-mail: cerimoniale@gpdp.it.

[3] L’apertura dei lavori sarà tenuta da Antonello Soro, presidente dell’Autorità Garante della Privacy mentre la chiusura da Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati. Nella prima sessione l’approfondimento si svolgerà sull’argomento Quanto controllo può sopportare una democrazia?

About Antonio D'Angiò

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