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La prima opera di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi

Si tratta di un gesto di carità quando si offre non un consiglio frutto della proprie convinzioni, bensì un suggerimento che origina dalle Scritture e dal Magistero

La prima opera di misericordia spirituale è l’incontro tra la fragilità umana del dubitare e la virtù divina del consigliare. Il dono dello Spirito Santo (il consiglio) viene ad afferrare con misericordia l’incertezza esistenziale del pensare e dell’agire umano (il dubbio), per offrire quella testimonianza di misericordia che ha la forza di restituire pace, gioia e speranza alla vita.

La cultura del nostro tempo spinge l’uomo all’autosufficenza e all’autoreferenzialità, che lo costringono a relativizzare tutto il mondo esterno e assolutizzare i propri pensieri, le proprie opinioni e i propri sentimenti. L’origine di questa diffidenza ha delle ragioni profonde che vanno ricercate nella scelta dell’uomo di rinunziare alla relazione vitale con Dio, in virtù di un desiderio di libertà che in realtà lo rende schiavo delle tante ideologie passate e moderne, delle passioni umane, della ricerca del potere e della fama, e delle tante altre attrattive mondane.

L’esistenza  umana, che già antropologicamente presenta i dubbi sull’origine, sul senso e sul destino della vita dopo la morte, viene appesantita da tante inquietudini, alle quali il mondo moderno sembra offrire risposte che non soddisfano il cuore dell’uomo. Questo malessere interiore è il principio di un cambiamento radicale della propria esistenza, perché costringe il cuore e la mente ad aprirsi al consiglio.

Ma di quale consiglio parla questa opera di misericordia spirituale? Chi ci offre questo consiglio? Dove è possibile trovare giusti consiglieri?

A tutte queste domande è possibile rispondere ricordando prima di tutto che il consiglio è uno dei sette doni dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo è il consigliere mirabile che ci aiuta a ricordare tutto quello che ha detto e fatto Gesù, e ci insegna tante altre cose di cui non siamo da soli in grado di comprenderne il significato. Quindi la prima azione che compie lo Spirito Santo è quella di prepararci all’ascolto e successivamente di accogliere con gioia la parola di Gesù.

Questo felice incontro tra il dubbio e il consiglio avviene nella preghiera, luogo dove invocare, ascoltare e seguire le ispirazioni dello Spirito Santo. Il dono del consiglio è possibile riceverlo nella stanza segreta della preghiera, quella camera a porte chiuse dove l’orante vive la sua intimità con lo Spirito Santo, con la certezza di essere illuminato e rallegrato dall’abbondanza e della preziosità dei consigli divini, i quali svelano le decisioni da prendere, le azioni da compiere, la priorità dell’agire.

Da qui si comprende che ogni uomo è dubbioso, e solo attraverso lo Spirito Santo che parla nella preghiera è possibile trovare quei suggerimenti divini elargiti dolcemente ed saggiamente dal Consigliere divino.

L’opera di misericordia di consigliare i dubbiosi diventa per il cristiano un gesto di carità quando, attraverso l’esperienza della propria storia e guidati dalla prudenza del parlare, si offre un consiglio che non è frutto della proprie convinzioni, ma un suggerimento di vita che ha la sua origine nella Sacra Scrittura, nella tradizione della Chiesa e nel ricco patrimonio del magistero della Chiesa.

Le virtù primarie che necessita il consiglio sono la prudenza, il discernimento e l’umiltà di riconoscere che, colui al quale siamo chiamati a consigliare è una persona che vive l’angoscia del dubbio, e per questo necessità di molta tenerezza e rispetto, senza dimenticarsi di porre la verità e la misericordia nel cuore del consiglio offerto.

Per un cristiano il modello del Consigliere perfetto è lo Spirito Santo. Per questa ragione colui che vuole compiere questa opera di misericordia è chiamato ad essere avvocato della persona che consiglia e non accusatore o giustiziere, che sono il modo di agire e di parlare del principe di questo mondo, del padre della menzogna, del diavolo.

Quante volte conosciamo persone che, invece di sentirsi sollevate dopo aver ricevuto un consiglio, avvertono una condizione di disagio e d’inquietudine superiore rispetto a prima, perché si sono sentite condannate invece di essere consigliate.

Il dono dello spirito del consiglio parte sempre ascoltando, comprendendo e perdonando. Solo dopo avere accolto il dolore e l’angoscia dell’interlocutore è possibile offrire parole piene di consolazione, verità e speranza.

Lo Spirito Santo è il Consolatore che viene a riscaldare, confortare e dare speranza al cuore di ogni uomo. Consigliare i dubbiosi significa diventare partecipi dell’apera dello Spirito Santo, offrendo uno sguardo di compassione e il conforto di una presenza costante. La perseveranza è la pienezza dell’opera di consigliare i dubbiosi. Per natura, il consigliare non è un azione del momento, ma è un attenzione amorevole e un accompagno assiduo verso le tante incertezze e dubbi dell’esistenza umana.

Un genitore conosce benissimo come i figli hanno bisogno di essere consigliati quotidianamente ed in particolar modo durante alcune fasi della loro crescita umana e spirituale. Parimenti, un genitore è altrettanto consapevole come tante volte i figli non chiedono consigli ma preferiscono agire secondo i loro voleri, e come tante altre volte i figli non ascoltano i consigli ricevuti.

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