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Pope Francis with Central African Republic Presidentad interim  Catherine Samba-Panza

ANSA

La presidente Samba-Panza al Papa: “Perdono per tutto il male commesso dai centrafricani”

Nel pomeriggio, fuori programma del Papa in un ospedale pediatrico gestito da missionari

“Perdono per tutto il male commesso dai centrafricani”. Così la presidente di transizione della Repubblica Centrafricana, Catherine Samba Panza, si è rivolta a Papa Francesco durante l’incontro con le autorità e il corpo diplomatico di stamane, nel Palace de Reinassance. “A nome di tutta la classe dirigente di questo paese, ma anche a nome di tutti coloro che hanno contribuito in qualche modo alla sua discesa agli inferi, confesso tutto il male che è stato fatto qui nel corso della storia e chiedo perdono dal profondo del mio cuore – ha detto Samba Panza nel suo discorso -. Santo Padre abbiamo assolutamente bisogno di questo perdono in occasione della vostra visita perché gli ultimi sviluppi della crisi in atto nel nostro paese sono apparsi degli abomini commessi in nome della religione da parte di persone che si definiscono credenti”. 

“Ma come si può essere credenti e distruggere i luoghi di culto, uccidere il prossimo, stuprare, distruggere i beni altrui e commettere violenze di ogni tipo?”, domanda il capo di Stato ad interim, sottolineando che la visita del Papa “è vissuta come una benedizione dal cielo”. “La vostra presenza è vista come una vittoria. Una vittoria della fede sulla paura, sull’incredulità e una vittoria della compassione e della solidarietà della Chiesa universale”, ha rimarcato. 

“I centrafricani hanno inflitto sofferenza indicibili ad altri centrafricani. Ecco perché le figlie e i figli di questo Paese sono chiamati a riconoscere le loro colpe e a chiedere perdono, un perdono sincero che la Vostra benedizione trasformerà in un nuovo fermento per la ricostruzione del Paese”, ha aggiunto Samba-Panza. E ha infine ricordato “i rischi per la sicurezza, reali o amplificati, che hanno segnato l’organizzazione della visita” così come la minaccia terroristica, che “avrebbero potuto scoraggiarla dal venire a Bangui”. Ma “così non è stato”, sottolineando come dal Papa sia arrivata una “lezione di coraggio e determinazione”.  

Dopo il pranzo in un nunziatura, un fuori programma: prima di recarsi in Cattedrale per l’apertura della Porta Santa per il Giubileo della Misericordia, Francesco ha visitato un Ospedale pediatrico gestito da missionari per portare alcuni scatoloni di medicinali preparati dall’Ospedale Bambin Gesù di Roma. Il Papa ha salutato i piccoli pazienti e gli operatori dell’ospedale che hanno gioito per il dono e, soprattutto, per la presenza del Papa.  

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