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La popolazione è una ricchezza, non un fattore di povertà

Arcivescovo brasiliano commenta il Messaggio del Papa per la Giornata della Pace

BELO HORIZONTE, martedì, 13 gennaio 2009 (ZENIT.org).- “La popolazione è una ricchezza e non un fattore di povertà”, sottolinea l’Arcivescovo di Belo Horizonte (Brasile).

Commentando il Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace 2009 in un articolo inviato a ZENIT, monsignor Walmor Oliveira de Azevedo spiega che il Papa sottolinea nel suo testo che la povertà appare spesso associata allo sviluppo demografico, come se questo ne fosse la causa.

“Per questo, non sono pochi quanti sostengono le campagne di riduzione della natalità, promosse a livello internazionale”, afferma.

Secondo il presule, “al centro di queste campagne c’è l’uso di metodi che non rispettano la dignità della donna né il diritto degli sposi di decidere responsabilmente il numero di figli”.

“In questo contesto, si inseriscono gli assurdi che attentano contro il sacro diritto alla vita”. “Non si può disconoscere e trattare con normalità lo sterminio di milioni di nascituri in nome della lotta contro la povertà”.

Monsignor Oliveira de Azevedo osserva che si giustifica “lo sterminio come una lotta contro la povertà. Sterminare i nascituri non è altro che sterminare i più poveri tra gli esseri umani”.

Il processo della lotta alla povertà “richiede incursioni nell’ordine dei valori morali che stanno presiedendo le coscienze e motivando la scelta di priorità sociali e politiche”.

“Le scelte delle priorità sociali e politiche non possono essere rette semplicemente dalla considerazione dei numeri e nemmeno delle strategie che definiscono funzionamenti”, constata.

L’Arcivescovo spiega che il Papa “focalizza la presunzione esistente per cui la riduzione della popolazione è responsabile della diminuzione del tasso di coloro che nel mondo vivono al di sotto della soglia di povertà”.

“Sembra incontestabile che esisterebbero risorse per risolvere il problema della povertà, anche nel caso dell’aumento della popolazione”.

Il presule commenta che Benedetto XVI, nel suo Messaggio, ricorda che “dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi, la popolazione sulla terra è cresciuta di quattro miliardi e, in larga misura, tale fenomeno riguarda Paesi che di recente si sono affacciati sulla scena internazionale come nuove potenze economiche e hanno conosciuto un rapido sviluppo proprio grazie all’elevato numero dei loro abitanti”.

“Non è incontestabile l’argomento per cui le Nazioni che si sviluppano di più, quelle che hanno più alti indici di natalità, sono quelle che hanno più potenzialità di progresso?”, ha chiesto l’Arcivescovo.

“La popolazione, è l’argomentazione di Papa Benedetto XVI, è una ricchezza e non un fattore di povertà. Questa affermazione rimanda, dunque, alla sfida di comprendere il processo della lotta alla povertà come un processo che ha bisogno di essere illuminato dalla logica dei valori morali”.

“Senza questa logica, si corre il rischio di applicare criteri e metodi che passano semplicemente sopra alla vita e alle persone”, ha concluso.

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