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La Patrona di Cuba nei Giardini Vaticani

Una immagine della “Virgen de la Caridad” sarà posta in Vaticano il 28 agosto, e benedetta dal card. Bertone alla presenza dei vescovi cubani e rappresentanti del Governatorato

Dal prossimo 28 agosto, quando Papa Francesco o i diversi pellegrini percorreranno i Giardini Vaticani, probabilmente recitando il Rosario, troveranno sulla loro strada l’immagine di “Nostra Signora della Carità” di El Cobre.

È questa la Patrona di Cuba che sarà intronizzata quel giorno nei Giardini, davanti ad una delegazione di vescovi cubani e una rappresentanza del Governatorato dello Stato di Città del Vaticano. Per unirsi idealmente all’evento, in alcuni templi cubani verranno suonate a festa le campane.

La piccola immagine della Vergine racchiude una storia singolare di fede e devozione. Essa è una replica della immagine in bronzo che fu collocata all’inizio degli anni ’50 del XX secolo in un eremo nella Bahía de Nipe, nella zona nordorientale dell’isola, attualmente Diocesi di Holguín. L’eremo sorgeva sul luogo dove, nel 1612, tre cercatori di sale – lo schiavo di colore e i due indios Rodrigo de Hoyos e Juan de Hoyos – videro un’immagine della Vergine fluttuare sull’acqua sopra una tavoletta di legno che recava la scritta: “Yo soy la Virgen de la Caridad. Io sono la Vergine della Carità”.

Intorno al 1961, l’immagine sparì e di essa non si seppe più nulla fino al 1975, quando un cattolico di origine libanese, Alfonso Dager, passeggiando sulla spiagga vide qualcosa che brillava tra le erbacce a riva. Avvicinandosi rimase sopreso: “E’ l’immagine della Vergine”, disse fra sè e sè. “Mi dispiacque molto vederla lì, sola e sporca…”, raccontò emozionato in una intervista del 2012, alcune settimane prima di morire.

La testimonianza di Dager dimostra il ripetersi della storia. Come fecero 400 anni prima i tre cercatori di sale, anche Alfonso raccolse l’immagine e la portò a casa sua. Tutta la sua famiglia riconobbe l’effigie della Madonna dispersa 14 anni prima, all’inizio della rivoluzione cubana. Quindi la pulirono e la posero in un salone dove ricevevano le visite di numerosi fedeli venuti a chiederLe le grazie.

Tre anni più tardi, alla famiglia Dager giunse un permesso per emigrare dal paese e un tenente si presentó nella loro casa di Cueto, per fare l’inventario dei beni materiali che dovevano rimanere nell’immobile. Sorpeso dalla presenza della immagine della Vergine, il tenente interrogò la famiglia. “L’abbiamo chiesta in prestito alla Chiesa per una Messa”, risposero. Il tenente ordinò quindi di ridarla alla parrocchia.

I Dager si rivolsero allora al parroco di Cueto, padre Rafael Falcón Couso, chiedendo di custodire la preziosa effigie. Il sacerdote a sua volta si rivolse a mons. Héctor Luis Peña, ausiliare di Santiago de Cuba con residenza ad Holguín, che infine la consegnò all’allora arcivescovo Estiu Pedro Meurice. L’immagine fu esposta prima nel suo ufficio privato e poi nella Casa d’Incontro del Santuario di El Cobre, in attesa di costruire una cappella sul luogo originario a Nipe. Benedetto XVI incontrò l’immagine della Madonna nella sua cappella privata, durante il suo soggiorno in una residenza sacerdotale nei pressi del Santuario di El Cobre, nel 2012.

Quattro anni prima l’allora Segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, aveva visitato il Santuario, e vedendo l’immagine si era interessato alla sua storia. Per questo durante la loro visita ‘ad limina’ del 2008, i vescovi cubani regalarono a Papa Benedetto XVI una replica della immagine che fu benedetta dal Pontefice alla presenza dei presuli. La stessa che il 28 di agosto, appunto, sarà intronizzata nel percorso dei Giardini Vaticani che già vanta altre 13 immagini provenienti dall’Italia e da altri paesi.

Il piccolo quadro cubano sarà collocato sopra una colonna di marmo e, su richiesta dei vescovi di Cuba, sarà benedetto dal Segretario di Stato emerito, il cardinale Bertone, durante una breve cerimonia alle 9 del mattino.

Saranno presenti anche il cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato vaticano, insieme al segretario generale, mons. Fernando Vergez, e alcuni membri della direzione dei Servizi Tecnici del Governatorato, che è l’organismo che ha progettato e realizzato il monumento. 

Da Cuba verranno invece: l’arcivescovo di Santiago de Cuba, mons. Dionisio García Ibañez; il vescovo di Holguín-Las Tunas, mons. Emilio Aranguren Echeverría e il vescovo emerito mons. Héctor Luis Peña; il vescovo di Guantánamo-Baracoa, mons. Wilfredo Pino Estévez; il vescovo di Santa Clara, mons. Arturo González Amador e l’ausiliare de L’Avana, mons. Juan de Dios Hernández Ruíz.

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