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La Parola di Dio si ascolta “con il cuore”, non solo “con le orecchie”

A Santa Marta il Papa indica la strada per una “vita cristiana”: leggere la parola di Dio e metterla in pratica. Invita però a farlo con un “cuore aperto”, senza elucubrare “tante spiegazioni che nessuno capisce”

Le letture del giorno presentano un brano del Vangelo breve ma dal profondo significato. Come breve è il messaggio che papa Francesco ha rivolto ai fedeli durante l’omelia della Messa celebrata a Casa Santa Marta. La vita cristiana è “semplice” – ha osservato il Pontefice – e consiste nell’ascoltare la Parola di Dio e metterla in pratica, senza alterarla con spiegazioni contorte e di difficile comprensione.

“Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica” (Lc 8, 21) afferma d’altronde Gesù stando a quanto riferisce San Luca. Parole che il Vescovo di Roma definisce nuove, allo stesso modo dell’autorità di Chi le pronunciava. Autorità che aveva il potere di penetrare i cuori annunciando “la forza della salvezza”, così da attirare le folle e convertirle.

Tra i tanti seguaci di Gesù, tuttavia, vi si trovavano anche coloro che erano sospinti soltanto dalla convenienza, da una velleitaria e astratta “voglia di essere più buoni”. Il Papa rileva che in duemila anni è un ricorso storico il fatto che vi siano persone di questo tipo, come quei nove lebbrosi del Vangelo che, “felici” per la loro ritrovata salute, “si dimenticarono di Gesù” che gliela aveva restituita.

Ingratitudine che non fiacca la misericordia di Gesù, il quale “continuava a parlare alla gente e amava la gente e amava la folla”. Amore che arriva a tal punto da attribuire a queste persone che lo seguivano il titolo di “fratelli” e “madre”; persone che “ascoltano la Parola di Dio” e “la mettono in pratica”. Papa Francesco riconosce in questi atteggiamenti “le due condizioni per seguire Gesù”, infatti – aggiunge il Santo Padre – “questa è la vita cristiana, niente di più”. Una vita “semplice, semplice”, che “forse noi l’abbiamo fatta un po’ difficile, con tante spiegazioni che nessuno capisce”. Ma, ribadisce il Papa, “la vita cristiana è così: ascoltare la Parola di Dio e praticarla”.

Per fare questo “basta aprire la Bibbia, il Vangelo” e non per leggere queste pagine, poiché esse “vanno ascoltate”. Il consiglio del Pontefice è il seguente: “Ascoltare la Parola di Dio è leggere quello e dire: ‘Ma a me questo che dice, al mio cuore? Dio cosa sta dicendo a me, con questa parola?’”. È così che facciamo in modo che “la nostra vita cambia”, ascoltando la Parola di Dio “con le orecchie” sì, ma soprattutto “con il cuore”.

Cuore che aveva una superficie arida era quello dei “nemici di Gesù”, ossia di coloro – ricorda il Papa – “che ascoltavano la Parola di Gesù, ma gli erano vicini per cercare di trovare uno sbaglio, per farlo scivolare, e che perdesse autorità”. Costoro – osserva però il Pontefice – “mai si domandavano: ‘Cosa dice Dio per me in questa Parola?’ E Dio non parla solo a tutti: sì, parla a tutti, ma parla ad ognuno di noi. Il Vangelo è stato scritto per ognuno di noi”.

Papa Bergoglio riconosce che “mettere in pratica” ciò che si è ascoltato “non è facile”, del resto “è più facile vivere tranquillamente senza preoccuparsi delle esigenze della Parola di Dio”. Un modo per fuggire questa tentazione c’è, e consiste nel rivolgersi ai Comandamenti e alle Beatitudini. Ma consiste specialmente nell’essere coscienti del fatto che esiste la misericordia di Gesù, la quale opera anche quando il nostro cuore ascolta ma fa finta di non capire. Egli “perdona” e “aspetta” tutti, “perché è paziente”.

L’esempio forse più esplicativo della misericordia di Gesù è il rapporto con Giuda, il traditore. Il Papa ricorda che gli dice “amico”, “in quel momento dove Giuda lo tradisce”. Testimonianza del fatto che in ogni circostanza “il Signore semina la sua Parola, soltanto chiede un cuore aperto per ascoltarla e buona volontà per metterla in pratica”. Un esercizio, quello del cuore aperto e della buona volontà, che arriva per mezzo della preghiera. Perciò il Papa invita i fedeli a recitare le parole offerte dal Salmo di oggi: “‘Guidami Signore sul sentiero dei tuoi comandi’, cioè sul sentiero della tua Parola, e perché io impari con la tua guida a metterla in pratica”.

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