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Udienza alla Fondazione Centesimus Annus - Foto @ Servizio Fotografico - L'Osservatore Romano

“La nostra vocazione è partecipare a uno sforzo insieme a tutta la Chiesa”

25° Anniversario della Fondazione Centesimus Annus – pro Pontifice – “Dibattito sulle nuove politiche e stili di vita nell’era digitale”

Al via oggi a Roma, giovedì 24 maggio, nel Palazzo della Cancelleria (piazza della Cancelleria, 1) la conferenza internazionale della Fondazione Centesimus Annus – pro Pontifice dedicata al tema: «Dibattito sulle nuove politiche e stili di vita nell’era digitale». L’evento si svolge in occasione del 25° anniversario della sua istituzione, avvenuta nel 1993, con atto chirografo di San Giovanni Paolo II.

“Come all’epoca della Rerum Novarum, si cercherà di identificare gli elementi di novità in ordine a un ripensamento delle priorità socio-economiche che abbiamo oggi di fronte, cercando di capire come evolverà il futuro e quale debba essere il ruolo del cattolico negli scenari globali che si andranno a delineare”. Questo, spiega Domingo Sugranyes Bickel presidente della Fondazione, è l’obiettivo della conferenza internazionale. “Si stanno celebrando i 25 anni della Fondazione, ma il programma della conferenza è totalmente orientato al presente e al futuro”, prosegue il presidente, il quale aggiunge che “abbiamo beni straordinari a disposizione, come l’insegnamento sociale cattolico. La nostra vocazione è partecipare a uno sforzo insieme a tutta la Chiesa per cercare di elaborare come può essere applicata e diffusa oggi, nel contesto di un’altra valanga di cose nuove, la Dottrina sociale della Chiesa”.

Seguendo le indicazioni ricevute da Papa Francesco, la Fondazione ha riunito anche quest’anno un gruppo internazionale di dirigenti pubblici, accademici, dirigenti sindacali, come pure imprenditori e professionisti per ricercare vie innovative che consentano di interpretare le novità nel campo dell’economia e dell’innovazione tecnologica, di fronte alle sfide etiche che si profilano in conseguenza dell’affermarsi di nuovi paradigmi, nuove forme di potere derivate dall’uso di tecnologie e da stili di vita basati sulla cultura “usa e getta” ignorando i poveri e disprezzando i deboli.

Per l’occasione, sono arrivati nella Capitale da diverse parti del mondo circa 500 partecipanti, oltre ai trentaquattro relatori. I lavori si svolgono il 24 e 25 maggio nel Palazzo della Cancelleria, mentre il 26 presso il Palazzo Apostolico in Vaticano. Tre le tematiche trattate: “La famiglia di fronte alle incertezze sul lavoro conseguenti alla rivoluzione culturale digitale”; “Verso una catena alimentare sostenibile: atteggiamento responsabile contro la cultura dell’usa e getta” e “Individuo, lavoro, occupazione inclusiva”. La lista degli oratori include esponenti della Pontificia Accademia per la Vita, della Fondazione Vaticana Gravissimum Educationis, della FAO, della Confederazione Europea dei Sindacati e un certo numero di economisti impegnati nel lavoro accademico e di dirigenti d’impresa.

La conferenza si concluderà con un discorso su “Una comune agenda cristiana per il Bene comune” tenuto dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo, in una sessione presieduta dal Segretario di Stato Cardinale Pietro Parolin, seguirà l’udienza privata con Papa Francesco.

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