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Martin Luther King - Wikimedia Commons

“La nonviolenza guarisce le nazioni”: omaggio del Papa a Martin Luther King

Lettera del Pontefice al cardinale Blase Joseph Cupich, arcivescovo di Chicago, in occasione di una campagna sulla nonviolenza

“Percorrere il cammino della pace non è sempre facile, ma è l’unica vera risposta alla violenza”. È l’esortazione di Papa Francesco – in una lettera al cardinale Blase Joseph Cupich, arcivescovo di Chicago – in occasione di una campagna sulla nonviolenza, promossa dalla diocesi nella grande metropoli statunitense. L’iniziativa è stata lanciata ieri, 4 aprile, 49esimo anniversario dell’uccisione di Martin Luther King.

Come ricorda la Radio Vaticana, il Papa cita le parole di Martin Luther King, secondo cui l’umanità è chiamata a “sviluppare per tutti i conflitti umani un metodo che rifiuti la vendetta, l’aggressione e la rappresaglia. Il fondamento di un tale metodo è l’amore”. Si tratta di “parole profetiche”, sottolinea il Pontefice nella lettera all’arcivescovo di Chicago, che esortano tutti, in particolare i giovani, ad essere consapevoli “che una cultura della nonviolenza non è un sogno irrealizzabile, ma un cammino che ha prodotto risultati importanti”.

“La pratica coerente della nonviolenza – prosegue la lettera – ha infranto barriere, fasciato ferite, guarito nazioni, e può guarire Chicago”. Di qui – riferisce l’Osservatore Romano, la preghiera del Pontefice rivolta al cardinale Cupich, “affinché gli abitanti della sua bella città non perdano mai la speranza, perché lavorino insieme per diventare costruttori di pace, mostrando alle generazioni future la vera forza dell’amore”. Francesco rivolge il pensiero alle vittime della criminalità. “So che molte famiglie – scrive – hanno perso i propri cari a causa della violenza. Sono loro vicino, partecipo al loro dolore e prego affinché possano sperimentare la guarigione e la riconciliazione per mezzo della grazia di Dio”.

Il Santo Padre sottolinea che esistono “persone di origini etniche, economiche e sociali diverse oggi subiscono discriminazione, indifferenza, ingiustizia e violenza”.

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