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Alba / Pixabay CC0 - clausheupel, Public Domain

La luce di Cristo: antidoto speciale per la società odierna

Se l’uomo ha il desiderio di vedere la vita dalla verità non può che farlo attraverso questo singolare dono

In questo nostro tempo, attraversato apparentemente da uno stabile chiarore di progresso e di benessere generale, spuntano ogni giorno folate di tenebrosità in ogni campo della vita sociale, politica ed economica. Si fa fatica a capire, presi come si è dagli idoli del consumismo e dell’edonismo, quale sia veramente la strada sicura per attenuare la materialità di cui si è affascinati. È tempo di mettere a frutto il dono della luce che Gesù riservata ad ogni uomo, attingendola ogni giorno dalla sua Parola.

La luce di Cristo non è infatti data per sempre e non è indirizzata solo ai ministri del Signore. Nella quarta domenica di quaresima è importante riflettere su questa straordinaria possibilità, in cui Gesù attesta di essere la vera luce del mondo. Se l’uomo ha il desiderio di vedere la vita dalla verità non può che farlo attraverso questo singolare dono. Appena quest’ultimo viene ricevuto va poi offerto agli altri per contribuire ad un passaggio di fede, capace di cambiare il mondo nella sua viva quotidianità.

Il simbolo del dono della luce lo troviamo non in un riferimento fantastico, ma nella narrazione storica della guarigione del cieco nato. Così si legge nel vangelo di Giovanni: “Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo»…”. Da una parte gli oppositori di Cristo che lo reputano un peccatore e non prendono coscienza della verità nemmeno dinnanzi ad un fatto storico; dall’altra un comune individuo che riceve la vista anche se nato cieco, sicuro di trovarsi dinnanzi ad un uomo dell’Altissimo.

“Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla”. L’uomo di oggi non sia ipocrita come quei farisei che cercano in tutti i modi di convincere il miracolato ad affermare di non essere nato cieco, per poter poi profanare l’operato del Figlio dell’Uomo. Negare oggi l’origine divina di Cristo significa poter adattare a proprio piacimento il racconto evangelico. Un testo sicuramente da studiare, approfondire, ma comunque interpretare secondo il proprio punto di vista, catalogandolo tra i tanti testi filosofici o letterari del presente e del passato.

Questa è la realtà odierna, pronta a trasformare il dono della luce di Cristo in un semplice fatto emozionale da condividere magari in certe occasioni, al pari di tante altre sensazioni che scaturiscono dalle continue relazioni giornaliere. Un argine terreno che avvilisce la vera personalità umana, riducendola ad un fatto antropologico fine a sé stesso. Si preferisce, come gli impostori che manipolavano la Legge del Signore, a distruggere la storia pur di non credere in Cristo, Un “lasciapassare” per l’umanità che le consente di partire da sé stessa, ignorando la verità eterna posta soltanto in Dio.

La nostra società fa di tutto per demolire la Parola del Messia, la Chiesa, il cristiano. Lo fa in parlamento; nella famiglia; nelle scuole, sul posto di lavoro, ecc. Utilizza nuove teorie ed effetti speciali creati appositamente per legare la mente e il cuore di ognuno a ciò che propongono a tavolino, nei vari settori, i potenti di turno. È un vero combattimento permanente che ritarda il benessere comune, quello che libera dal di dentro e permette l’elevazione concreta e non fittizia dell’uomo.

Chi riceve la luce da Cristo non può tenersela per sé, come fosse un privilegio personale, Si rischia in tal modo di smarrirla, non partecipando di conseguenza alla redenzione del non credente. Il cieco nato segue Gesù, ma non nasconde quanto ha “riscosso” dal cielo. Ne fa uno strumento di testimonianza perché altri ricevano ogni grazia. Tutto ciò che ci viene dal Signore, anche se riguarda aspetti riservati, non ci appartiene e va reso visibile a chi non ha avuto ancora la possibilità di uscire dalle tenebre che lo circondano.

Nessuno si deve vergognare di dire apertamente di essere nato cieco nel cuore e nella mente e di vedere oggi ogni cosa con lucidità e sapienza. In tutto questo c’è di mezzo una grande responsabilità personale, perché si rischia non solo di non aiutare il prossimo nel suo cammino di fede, ma di disconoscere anche il proprio stato iniziale. Quando si conquista un qualcosa, magari agognato per lunghi anni, spesso si pensa che sarebbe comunque arrivato. Si tratta di un vero e proprio bluff che riporta indietro le lancette della verità storica.

Risultato: danni gravi per sé e per gli altri. Si abdica di fatto ad annunciare la Parola, finendo di essere cristiani e privando, chiunque sia bisognevole di testimonianza, dall’opportunità di liberare il proprio cuore dalle falsità promosse da chi disdegna la verità e le leggi che la tutelano. Ogni qualvolta che un cristiano smette di essere tale, si accorcia la distanza da un mondo piantato su parametri soltanto terreni. Si concorre di riflesso ad offuscare la verità del vangelo e si da spazio ad una architettura traballante, anche se suggestiva, della realtà sociale in cui si vive e si opera.

Si altera la storia e si impone la propria verità, permettendo che il dono della luce di Cristo si perda nei meandri di una visione artefatta della realtà vissuta. L’uomo così si sente padrone di tutto, anche se il limite della sua presunta raffinata oggettività non gli consentirà mai di armonizzare e purificare un sistema umano globale che minaccia di implodere. L’antidoto speciale, per scongiurare la crisi morale e materiale in atto, è possibile ricavarlo dal dono di luce che il Redentore consegna perennemente al cuore degli uomini.

Chi volesse contattare l’autore può scrivere al seguente indirizzo email:egidiochiarella@gmail.com. Sito personale: www.egidiochiarella.it. Per seguire la sua rubrica su Tele Padre Pio: https://www.facebook.com/troppaterraepococielo

About Egidio Chiarella

Egidio Chiarella, pubblicista-giornalista, ha fatto parte dell'Ufficio Legislativo e rapporti con il Parlamento del Ministero dell'Istruzione, a Roma. E’ stato docente di ruolo di Lettere presso vari istituti secondari di I e II grado a Lamezia Terme (Calabria). Dal 1999 al 2010 è stato anche Consigliere della Regione Calabria. Ha conseguito la laurea in Materie Letterarie con una tesi sulla Storia delle Tradizioni popolari presso l’Università degli Studi di Messina (Sicilia). E’ autore del romanzo "La nuova primavera dei giovani" e del saggio “Sui Sentieri del vecchio Gesù”, nato su ZENIT e base ideale per incontri e dibattiti in ambienti laici e religiosi. L'ultimo suo lavoro editoriale si intitola "Luci di verità In rete" Editrice Tau - Analisi di tweet sapienziali del teologo mons. Costantino Di Bruno. Conduce su Tele Padre Pio la rubrica culturale - religiosa "Troppa terra e poco cielo".

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